Il lato oscuro dei viaggi in camper: quello che gli altri non vi raccontano

Belle le foto patinate e instagrammabili, ma cosa c’è dietro? Viaggiare in camper è solo panorami da urlo e soste in mezzo alla natura in solitaria? E’ ora di raccontare la verità, tutta la verità sugli sbattimenti del viaggiare in camper

La tendenza degli ultimi tempi è innegabile: pare che siamo diventati tutti camperisti, complici le dinamiche legate alla pandemia e all’innegabile tranquillità e sicurezza che il camper comporta, rispetto ad altri tipi di sistemazione.

Ma oggi mi sia concessa una vena polemica, se mi permetto di dire che non basta un weekend in camper per ergersi a esperti, e che viaggiare in camper non è (solo) foto instagrammabili in posti fighi.

Ci tengo a questo punto, perché trovo che ultimamente questa pazza corsa al camper stia un po’ sfuggendo di mano, e che certa comunicazione patinata e un po’ fru-fru rischi di trasmettere messaggi incompleti – quando non proprio sbagliati – su questo particolare modo di viaggiare.

Perché ultimamente se ne vedono e se ne sentono davvero di tutti i colori, e la sprovvedutezza di un potenziale esercito di “camperisti allo sbaraglio” rischia di danneggiare l’intera categoria. E scusate se non mi va giù, dopo 20 anni di viaggi in camper e il desiderio di poter continuare a farne!

Va bene la tendenza, va bene l’onda da cavalcare a livello di marketing e social media…ma “enough is enough” ed è ora che qualcuno dica anche una semplice ma grande verità: e cioè che viaggiare in camper richiede ben più della semplice voglia di libertà.

Viaggiare in camper richiede competenza, perché maneggiare un camper non è assolutamente come maneggiare un’auto e sono tanti gli aspetti tecnici e le problematiche da dover gestire a bordo. Dai serbatoi dell’acqua e alla loro gestione, alle piccole magagne meccaniche a cui far fronte, ai guasti al riscaldamento-impianto idrico-impianto elettrico che sono sempre dietro l’angolo, la bombola del gas e banalmente al come si guida e all’ingombro del mezzo. Agevolo diapositiva esplicativa.

Belle le foto dai van con le chiappe al vento (oh, ma tutti questi giovani viaggiatori in van hanno sempre delle chiappe perfette? qualcuno con la cellulite mai? chiedo per un’amica), belle le immagini dei camper in sosta libera, in solitaria e in mezzo al nulla…Ma vi siete mai chiesti come gestite il tutto, quando arrivate nel vostro spot perfetto in mezzo alla natura e avete bisogno di caricare il cellulare?

Viaggiare in camper richiede una grande consapevolezza: delle nostre competenze, preferenze e limiti (pensate che sia così facile trascorrere diverse settimane in 2, 3, 4, 5 persone in una manciata di metri quadri? Noi abbiamo sfiorato stragi familiari più volte!). Ma anche consapevolezza che la libertà nostra non deve danneggiare quella altrui.

Viaggiare in camper richiede rispetto: prima di tutto rispetto per gli altri. Mai come negli ultimi tempi ci siamo trovati in situazioni in cui altri (presunti) camperisti dimostravano di non avere proprio idea delle più banali regole di convivenza, magari con schiamazzi a tarda sera o all’alba (anche i miei figli si svegliavano all’alba fino a non molto tempo fa, ma non per questo li lasciavo vagare urlando in mezzo agli altri camper, dato che all’interno si sente qualunque rumore esterno).

Rispetto anche per l’ambiente: questo è un aspetto molto delicato e sul quale davvero c’è tanto da fare a livello di informazione e comunicazione. Il camper è un’unità autosufficiente: tanta acqua entra, tanta acqua si accumula nei serbatoi di scarico, tanta acqua deve uscire. Ma non può e non deve uscire fuori dalle zone predisposte! Non vi pare una contraddizione eclatante, il fatto di mettersi a viaggiare in camper al grido di “libertà, natura, aria aperta!” e poi aprire i serbatoi a bordo spiaggia? Scusate ma certe cose mi fanno salire il crimine, e con questi comportamenti di pochi (spero, pochi) come al solito si finisce per danneggiare molti.

Perchè qual è la conseguenza di questa invasione di camperisti disinformati, quando non proprio irresponsabili? Che poi le amminsitrazioni locali non vogliono più i camperisti, ci relegano fuori dai centri, lontano dalle spiagge, da qualunque località turistica. Pensate anche alle conseguenze collettive dei vostri comportamenti, quando vi viene in mente di fare certe cose.

Viaggiare in camper richiede grande capacità di adattamento: non arriva la signora delle pulizie a mettere in ordine, non si hanno a disposizione tutte le comodità di casa, per non parlare degli spazi. Spesso poi ci si trova a dover modificare i propri programmi di viaggio, magari perchè non si può parcheggiare nel centro di quel bel borgo che volete visitare, ma dovete lasciare il mezzo più lontano e poi arrangiarvi per raggiungere il centro.

Bisogna adattarsi un po’ anche alla mancanza di privacy: eh sì baby, niente acrobazie romantiche se i bambini sono a due metri da voi! Per non parlare del fatto che potete scordarvi di fare le puzzette senza essere sentiti.

Partire con aspettative irreali rischia di portare a delusioni e magari a rovinarsi la vacanza…

E infine, viaggiare in camper comporta anche qualche sbattimento: a partire dalla pulizia, che nessuno farà per noi e che va fatta anche abbastanza di frequente, dato che il camper tende a sporcarsi molto e in fretta. Io dico sempre che se siete della scuola di pensiero “in vacanza mi devo rilassare e non voglio muovere un dito” il camper lo dovete proprio escludere a priori!

Passando poi ai limiti posti dalle dimensioni del mezzo: come dicevo, non è che si possa parcheggiare ovunque ci venga in mente, e questo significa che avremo qualche difficoltà in più a raggiungere le nostre mete rispetto a quando ci muoviamo in auto. Non è una cosa secondaria se ci pensate, e va tenuta ben presente prima di partire in camper.

E poi lui…me lo sono tenuta apposta come “dulcis in fundo”: il wc chimico! Merita due parole perché ho perso il conto di quanti ci hanno chiesto informazioni sui viaggi in camper, e quando è venuto fuori l’argomento bisognini sono caduti dal pero. Quando si fanno cacca è pipì in camper non c’è mica la fognatura, ve la dovete smazzare voi e vi assicuro che anche per i camperisti esperti non è mai un bel momento! Anche questo bisogna tenerlo presente, altrimenti c’è sempre l’hotel o l’appartamento.

Un ultimo avvertimento voglio darlo sulla sosta: tornando a quella comunicazione da social, patinata e votata all’estetica e all’idealizzazione, più che alla realtà delle cose. Perchè a guardare certi profili pare che col camper parti e ti fermi a dormire dove vuoi. Ecco…non è proprio così, ed è giusto che qualcuno ve lo dica. Torno a ripetere, non è come l’auto: constaterete amaramente in quanti luoghi ci sia espresso divieto di parcheggio ai camper, in quanti troverete tutto pieno e dovrete girare un po’ prima di trovare posto, in quanti magari verrete multati in maniera più o meno ingiusta. Le foto col camper davanti alla Torre Eiffel lasciamole agli influencer, ma poi cerchiamo di tornare alla realtà, ecco.

Come dite? Bacchettona? Io dico piuttosto “severa ma giusta”…Il messaggio che vorrei passare è che viaggiare in camper è molto più di quello che vi mostrano i social che cavalcano l’onda del momento. E soprattutto, vorrei che chi decide di provare questa avventura lo facesse non spinto dalla bellezza di certe foto patinate, ma più a ragion veduta, informandosi a 360° chiedendo a chi è più esperto. Per evitare delusioni o magari addirittura danni.

Detto questo…se nonostante tutto quello che vi ho detto sopra, l’idea del camper continua a farvi battere il cuore…allora potreste dare un’occhiata agli articoli della sezione Viaggiare In Camper, pensati proprio per chi si avvicina a questo mondo. Che io amo, ovviamente, altrimenti non viaggerei così da 20 anni! Ma proprio perché lo amo, sento anche di volerlo difendere e di voler informare i potenziali nuovi camperisti non solo sui lati positivi del viaggiare in camper (quelli sono noti a tutti), ma anche su quelli negativi, per fare delle scelte più consapevoli. Peace!

Potrebbe interessarti l’articolo sulle domande più gettonate sul mondo del camper, quello sulle diverse tipologie di camper e le differenze fra loro, o se viaggi con i bimbi quello su come affrontare al meglio il primo viaggio in camper con i piccoli e poi non perderti quello sulle 5 cose da sapere assolutamente prima di partire in camper.

6 pensieri su “Il lato oscuro dei viaggi in camper: quello che gli altri non vi raccontano

  1. Ottimo articolo!
    Noi abbiamo affittato il primo camper nel 2006, eravamo spaesati ma molto informati.
    Dico solo che dopo 20 km sentiamo un rumore sul tetto, ci fermiamo, notiamo un oblò rialzato leggermente.
    Si era mollato non so bene cosa… Mio marito aveva con sé la sua cassetta degli attrezzi e in 5 minuti siamo ripartiti.
    E non è l’unica cosa che ha aggiustato in 4 giorni di noleggio!
    Ma lui ha le mani d’oro e ha gli attrezzi giusti.
    Alla fine stufi di aggiustare i camper a noleggio lo abbiamo comprato😉

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  2. Tutto giusto quello che hai scritto – Il tutto si (dovrebbe) risolvere con il rispetto delle regole basilari che un amante del bello e della natura mette in pratica . Purtroppo le roture sono sempre dietro l’angolo .

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  3. sacrosante verità, tutte, toglierei i letti da rifare perchè me ne frego, li vivo con la fatalità cosmica del ” chi sono io per impedirvi di stare come madre camper impone?”… ma ne aggiungerei una: le dinamiche tra i membri dell’equipaggio, specie gli adulti sono sempre un rischio…. sia che la scelta del camper sia di entrambi, è difficile che due adulti si muovano sempre all’unisono.
    Se poi il camper è la passione di uno dei due e l’altro si aggrega per compiacere, pere la cosa è destinata a durare poco.
    passi la poca privacy, se ci si deve scannare per chi lava cosa, per come qualcuno ha riposto le bottiglie o come qualcun altro è salito a bordo…..ma devo fare tutto io, ma gli occhi non ce li hai, ma ti pare che si fa così…..etc etc…. alla terza no, ma alla quinta frase del genere in una giornata deve far scattare un campanello d’allarme per me, per il bene del sistema nervoso di tutti.

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    1. Devo adottare anche io questo approccio fatalista cosmico sui letti, anzichè stare a sudare, hai ragione! Anche sul secondo aspetto…vivere in pochi metri quadri mette un po’ tutti alla prova, ogni tanto penso che per una coppia un po’ scricchiolante, un viaggio in camper potrebbe essere la classica goccia che fa traboccare il vaso!

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