Perché non è il momento giusto per diventare camperisti

L’interesse verso il mondo del camper non è mai stato così alto, eppure non potrebbe esserci momento storico peggiore per diventare camperisti. Perché?

Quando ripenso agli anni in cui abbiamo iniziato a viaggiare in camper, mi sembra di parlare di un’altra epoca – e in effetti è un po’ così.

Nel 2000 i camper in circolazione – almeno in Italia – erano molti, moltissimi di meno. La “moda” del camper era ancora di là da venire e anzi, quando dicevi che viaggiavi in camper, ti guardavano un po’ strano e non capivano bene che cosa volesse dire.

Fino a qualche anno fa, non abbiamo nemmeno mai pensato di prenotare un campeggio o un’area sosta – anzi, proprio questa assoluta flessibilità è uno degli elementi che ci ha fatto innamorare di questo modo di viaggiare. Come sono cambiate le cose negli ultimi anni!

La pandemia e l’esplosione dell’interesse verso il camper

Intanto gli anni passavano, la produzione aumentava, l’interesse verso il mondo del camper iniziava ad aumentare, fino all’inizio della pandemia da Covid-19. Questa ha fatto da detonatore e nel 2020, improvvisamente, il grande pubblico si è accorto del camper e della possibilità che offriva per poter continuare a viaggiare in sicurezza anche in una situazione sanitaria senza precedenti come quella della pandemia globale.

La richiesta è schizzata, e naturalmente di pari passo anche i prezzi.

L’impatto della crisi delle materie prime

A questa situazione di mercato già “gonfiata” si è aggiunta nell’ultimo anno la crisi delle materie prime, ulteriormente aggravatasi dopo l’inizio della guerra in Ucraina. Le grandi case costruttrici stanno patendo come non mai: ricevono migliaia di richieste da chi vorrebbe acquistare un camper, ma non possono produrne perché non hanno materie prime e componentistiche. Col conseguente paradosso che diverse hanno addirittura dovuto ricorrere a licenziamenti, pur avendo ordini in casa a non finire.

E i prezzi si impennano

Le liste di attesa per avere il proprio camper nuovo attualmente sono lunghissime, e una delle conseguenze è che chi non vuole attendere oltre un anno per realizzare il proprio sogno di un camper tutto suo, si rivolge al mercato dell’usato. Dove però le cose non vanno meglio: è la prima legge del mercato, no? Laddove c’è un’alta richiesta e una scarsa offerta, i prezzi si alzano. A dismisura, mi vien da dire in questo specifico caso.

Forse chi fino ad ora non ha mai “bazzicato” il mondo del camper non se ne rende più di tanto conto, ma i prezzi dei camper – sia nuovi che usati – non sono mai stati tanto alti come oggi. Noi stessi ci siamo trovati nella situazione di dover cambiare il nostro mezzo, e ogni volta che aprivamo gli annunci di vendita, era un continuo strabuzzare gli occhi nel vedere offerta che erano davvero folli.

A volte ci dispiaceva pensando a quante fregature attendevano dietro l’angolo gli aspiranti camperisti senza esperienza e senza “occhio” per poter vedere subito che il camper che stavano acquistando, fino a un anno prima lo avrebbero pagato diverse migliaia di euro in meno.

Eppure ormai è così: è scoppiata la moda, c’è una corsa al camper come non si era mai vista prima. E se i mezzi scarseggiano, chi li possiede e li vende è nella posizione di poter alzare considerevolmente i prezzi. Non è solo ed esclusivamente speculazione chiaramente, c’è anche un problema di aumento dei costi delle materie prime che è innegabile. Però insomma, ci siamo capiti.

Siamo diventati un po’ troppi?

Questa corsa al camper ha anche un’altra conseguenza: stiamo diventando un po’ troppi!

Come dicevo all’inizio, fino ad alcuni anni fa non ci era nemmeno mai passato per la testa di dover prenotare una piazzola in campeggio, ancor meno un’area sosta. Ora invece è diventato quasi impensabile il contrario: mettersi in viaggio “alla cieca” è diventato un rischio, soprattutto in estate. Si rischia concretamente di arrivare a destinazione e non trovare un posto in quel campeggio che avevi in mente, o nell’area sosta che avevi adocchiato.

Questo ultimo elemento, a mio parere, sta proprio cambiando la prospettiva con cui ci si approccia al viaggiare in camper. Si è venuta a creare una situazione paradossale: proprio il camper, che è il simbolo della massima libertà ed elasticità in viaggio, sta diventando problematico da gestire con un numero così alto di mezzi in circolazione.

Questo porta a maggiore rigidità anzichè flessibilità, anche da parte delle strutture: alzi la mano chi non si è sentito negare da un campeggio la prenotazione di una piazzola senza un numero minimo di notti in alta stagione! Questa cosa fino ad alcuni anni fa non accadeva, ma la corsa al camper degli ultimi due anni ha portato anche a questo.

Cosa ne pensate voi? Siete camperisti di lunga data come noi, e quindi avete visto questo mondo cambiare radicalmente? O vi affacciate adesso al mondo del camper, e magari avete avuto qualche delusione nel constatare che la grande libertà che avevate pensato di trovare non sia poi così ampia?

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Sarà interessante aprire una discussione su questo tema che ci sata molto a cuore!

Se vuoi trovare altre opinioni impopolari sull’universo del camper…puoi dare un’occhiata all’articolo su quello che le immagini patinate degli influencers non dicono, mentre se cerchi consigli su come approcciarti al meglio a questo modo di viaggiare, potrebbero interessarti le 6 domande fondamentali sui viaggi in camper.

9 pensieri su “Perché non è il momento giusto per diventare camperisti

  1. Ciao Sara, noi ormai camperisti da 4 anni…il sogno di un vita…siamo una famiglia con 2 bimbi di 6 e 2 anni, noi genitori sempre fatto campeggio con tende, ma con l’arrivo del primo bimbo cresceva sempre di piunil desiderio di voler un campervtutto nostro 😅.
    Abbiamo preso un mc louis come prima esperienza ed ora lo vorremmo cambiare, ma come tu hai ben spiegato nn è il momento 😭.
    Aspetteremo e sicuramente troveremo la nostra ” casa viaggiante” perfetta per noi.
    Grazie e complimenti per tutte le info e consigli che dai sul mondo del camper.
    Marina Mirko
    Giulio e Giorgio

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  2. Articolo interessantissimo! Noi abbiamo preso un van 540 l’anno scorso, e abbiamo sofferto subito l’indisponibilità di spazi.. abbiamo dovuto rinunciare e ripensare le cose un sacco di volte, proprio perché non c’era posto o volevano la prenotazione in anticipo di settimane o che ci fermassimo almeno 7 notti… con il risultato di vedere un sacco di gente in sosta selvaggia in aree protette dei Parchi Nazionali!

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    1. Grazie per il tuo commento. Quella che descrivi è oltre tutto un enorme controsenso rispetto a ciò che viaggiare in camper significa, e cioè flessibilità, libertà ed elasticità! Invece ci ritroviamo di fronte a richieste un po’ assurde, più da hotel che da camping o area sosta

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      1. Speriamo che le restrizioni e le mancate “aspettative da Instagram” (come illustravi in un altro post) generino una fuga da questo mondo, in modo da trovare qualche buona occasione, visto che dobbiamo cambiare il mezzo 😁

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  3. Camperisti da 6 anni, concordo con molti punti del tuo articolo e soprattutto con la minore libertà di prendere e andare!
    Aggiungo che anche viaggiare per strada e soprattutto autostrada è molto più pericoloso.
    Molti nuovi camperisti infatti non si rendono conto di guidare un mezzo di un certo Peso e sfrecciano come sulla mini Cooper!

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    1. In effetti c’è stata un’ondata di nuovi camper- e camperisti, che magari non avevano un reale interesse verso questo mondo, ma lo hanno visto come una possibilità per poter continuare a viaggiare in sicurezza in questi tempi di pandemia. Ma in generale riscontro un livello molto basso di preparazione e consapevolezza nell’approcciarsi a questo mondo, come se ci si muovesse su una normale auto…invece non è proprio così

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  4. Ho trovato l’articolo molto veritiero. Camperista da 1 anno e 1/2 non posso fare i paragoni con gli anni passati ma mi sto accorgendo che aumentano a dismisura i camper e diminuiscono velocemente le aree sosta. Siamo amanti di viaggiare in libera e molto spesso troviamo le aree sosta abbandonate, chiuse o parzialmente utilizzabili. I comuni dovrebbero pensare, per incrementare il turismo, di attrezzare zone x carico e scarico in ogni paese xché i camper sono davvero tanti e, mentre in alcuni regioni tipo Piemonte è Toscana questi servizi sono ottimi, in altre regioni la libera è quasi impossibile.

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    1. Purtroppo c’è stato un fortissimo e repentino aumento dei mezzi in circolazione, in un paese che non ha ancora davvero recepito l’importanza di questo segmento e non era ancora pronto a livello di strutture. C’è molto da fare, anche se le cose si muovono rispetto agli anni scorsi

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