Parco del Gran Sasso: cosa fare con i bambini

In famiglia tra la natura e i borghi dell’Abruzzo più wild

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga è uno dei più estesi d’Italia e ha una biodiversità tra le più ricche d’Europa. Il Gran Sasso è il signore delle montagne abruzzesi, con l’imponente mole della sua vetta più alta, il Corno Grande, che domina il panorama e si può ammirare anche da diversi kilometri di distanza.

Ecco le nostre tappe nel Parco Nazionale del Gran Sasso:

  • Campo Imperatore
  • Castel Del Monte
  • Santo Stefano di Sessanio
  • Rocca Calascio
  • Trekking con gli asinelli
Panorama del Parco del Gran Sasso

Uno degli aspetti sorprendenti dell’Abruzzo è che in meno di un’ora di strada puoi passare dalla spiaggia alla montagna: per cui nella stessa giornata puoi trovarti a sguazzare tra le onde al mattino, e poi pranzare con gli arrosticini tra i brulli panorami di Campo Imperatore. Sarà che ho un debole per questo genere di paesaggi e di sensazioni, ma questo luogo mi si è incollato sul cuore e resterà sicuramente uno dei più bei ricordi di questo viaggio.

Per farvi un’idea di cosa intendo, vi basti sapere che Campo Imperatore è chiamato “il piccolo Tibet”. Si tratta di un vasto altopiano glaciale, situato tra i 1800 e i 2100 metri all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Dolci pendii brulli intervallati a laghetti, mandrie al pascolo e ovviamente lui, il possente Corno Grande con i suoi oltre 2900 metri, che domina il panorama. Un luogo di vasti spazi, silenzi, praterie verdi e cieli stellati. Pura poesia.

Ristoro Mucciante a Campo Imperatore

Poesia sì, ma anche arrosticini: se passate di qui, non perdetevi una sosta al Ristoro Giuliani oppure al Ristoro Mucciante, dove potete acquistare tutti gli arrosticini che volete (oltre a formaggi, salumi e altri prodotti locali) e cuocerli sulle fornacelle messe a disposizione, per poi gustarveli sui tavoli all’aperto, per un pranzo davvero memorabile – se anche a voi piacciono le esperienze un po’ rustiche e veraci, chiaramente.

Cosa fare a Campo Imperatore con i bambini:

  • Partecipare a una delle attività organizzate all’Osservatorio Astronomico
  • Scegliere tra i diversi sentieri per un trekking memorabile tra le cime del Gran Sasso, magari cimentandosi nella salita al Corno Grande
  • Visitare il Giardino Botanico Alpino Vincenzo Rivera, dedicato alla flora che cresce ad alta quota
  • Se vi piace andare a cavallo, allora non potete perdervi una passeggiata lungo l’Ippovia del Gran Sasso
  • Dare un’occhiata all’Hotel Campo Imperatore: un pezzo di storia d’Italia dato che fu l’ultima prigione di Mussolini prima di venire liberato dai tedeschi
  • Campo Imperatore è anche una stazione sciistica, tenetelo presente se passate da queste parti in inverno (attenzione perché in quel caso è molto probabile che non riuscirete ad arrivarci in auto o camper, perché le strade vengono chiuse per la neve)
  • Come dicevo, da non perdere un pranzo con gli arrosticini al Ristoro Mucciante o al Ristoro Giuliani
  • Se la tabella di marcia ve lo consente, vale la pena fermarsi quassù col camper per una notte memorabile sotto le stelle!
La strada a Campo Imperatore

I borghi del Parco del Gran Sasso

Il Parco Nazionale del Gran Sasso è anche borghi: piccoli, raccolti, incastonati in questa natura incontaminata e ciascuno con i suoi tratti peculiari.

Scendendo da Campo Imperatore ci siamo fermati a CASTEL DEL MONTE, affacciato in posizione privilegiata sulla Valle del Tirino. Un nucleo medievale perfettamente conservato, sia nelle architetture che nell’atmosfera: case di pietra, antichi portali, viuzze ripide e tortuose, e i particolari sporti: tunnel sotterranei scavati nella roccia, che collegano le varie parti dell’abitato, davvero particolari.

Castel del Monte è conosciuto anche per essere il “paese delle streghe”. Nei secoli passati era comune la credenza popolare nell’esistenza delle streghe, in una combinazione di superstizione e religiosità che oggi rivive con la Notte delle Streghe: una manifestazione che si svolge in Agosto con spettacoli teatrali itineranti, concerti e allestimenti a tema in tutto il paese.

Il borgo di Castel del Monte in Abruzzo

Ci siamo poi spostati a SANTO STEFANO DI SESSANIO, altro borgo suggestivo e pieno di atmosfera che ci ha rapiti con le sue vie lastricate, gli angolini nascosti e gli affacci sulle colline circostanti. Qui il colore dominante è il bianco della pietra calcarea con cui sono costruite sia le case che le strade, oltre alla imponente Torre Medicea che domina il borgo. Purtroppo è parzialmente crollata durante il terremoto del 2009, danneggiando gli edifici circostanti, ma al momento della nostra visita i lavori di ricostruzione erano ormai a un ottimo punto. Camminando tra gradini, scalinate e porticati, sembra davvero di tornare indietro nel tempo.

Il borgo di Santo Stefano di Sessanio in Abruzzo

L’altra peculiarità di Santo Stefano di Sessanio è l’albergo diffuso: alcune case nel nucleo storico del borgo sono state ristrutturate, preservando l’estetica locale, e sono diventate parte di questa nuova forma di ospitalità, dove gli ambienti non sono tutti all’interno dello stesso edificio, ma sparsi in diversi punti del borgo. Un’iniziativa che è stata implementata in diversi borghi italiani, per ridar loro vita mantenendone l’identità e il carattere, e diffondere un’idea non convenzionale e più consapevole di turismo.

Camper a Campo Imperatore

Dove sostare col camper a Santo Stefano di Sessanio

Con il camper abbiamo sostato nell’ex campo da calcio appena fuori dal centro storico. Non ci sono servizi, ma si può sostare gratuitamente. Era presente un campeggio un pochino fuori dal paese, che però al momento non è in attività e non è ben chiaro se e quando tornerà ad aprire. Fuori dall’ingresso di questo ex campeggio è stato predisposto un punto per il camper service, indicato dai cartelli “area camping”. Purtroppo però lo abbiamo trovato in condizioni davvero pessime, peccato! Spero che a livello comunale venga fatto qualcosa (basta davvero poco) per il turismo itinerante, perché sicuramente la domanda c’è ed è un peccato che non ci si possa fermare più di una o al massimo un paio di notti a causa della mancanza di servizi. Ah, attenzione alle visite inaspettate la sera: no, niente ladri, ma ad un certo punto è comparso un cinghiale che faceva uno spuntino sul margine dell’area camper!

Rocca Calascio, icona abruzzese

Dulcis in fundo, manca all’appello il luogo forse più iconico del Parco del Gran Sasso, ma anche dell’intero Abruzzo: ROCCA CALASCIO. È una tappa imperdibile in un itinerario in Abruzzo, un posto di quelli che ammaliano e restano scolpiti nella memoria. Non lo dico mica solo io, eh: il National Geographic lo ha inserito tra i 15 castelli più belli al mondo, e in passato è stato il set del film Ladyhawke (ve lo ricordate? Quello con Michelle Pfeiffer e Matthew Broderick, con lui che diventa lupo e lei che diventa falco?) e de Il Nome Della Rosa con Sean Connery.

Rocca Calascio

La rocca ha origini molto antiche, e dai suoi 1460 metri di altitudine domina le vallate circostanti, offrendo un colpo d’occhio di quelli che lasciano secchi. Da qui si possono ammirare il Gran Sasso, il Velino-Sirente, la Maiella, i Monti Marsicani, la piana di Navelli e la Valle del Tirino.

Ok, ma come ci si arriva a Rocca Calascio? Potete farlo in maniera tradizionale, raggiungendo il borgo di Calascio e il parcheggio, e da qui proseguire con una breve passeggiata a piedi fino alla Rocca.

Rocca Calascio

Oppure potete fare come noi e decidere di raggiungere Rocca Calascio in un modo molto speciale e sicuramente non convenzionale: con un trekking da Santo Stefano di Sessanio in compagnia di dolci asinelli!

I ragazzi di Gira & Rigira organizzano diverse attività e passeggiate con gli asini, e noi abbiamo scelto questo itinerario super suggestivo che, partendo da Santo Stefano di Sessanio, si snoda attraverso le montagne e i brulli paesaggi del Parco del Gran Sasso. Un’esperienza che consigliamo davvero di cuore, soprattutto con i bambini, per vivere il territorio in un modo insolito e autentico, a ritmo lento, assaporandolo passo dopo passo. Vi assicuro che così la visita a Rocca Calascio sarà ancora più memorabile!

QUI l’articolo con il racconto completo di questa esperienza speciale.

Trekking con asinelli a Rocca Calascio

Il fiume Tirino: in canoa tra acque cristalline

Purtroppo per mancanza di tempo abbiamo dovuto fare dei tagli al programma: e a malincuore una delle attività saltate durante il nostro roadtrip abruzzese è stata l’escursione in canoa lungo il fiume Tirino. Nell’incertezza di avere abbastanza tempo, non ho prenotato e così sono rimasta fregata. Voglio comunque segnalarvela perché penso che sia un’esperienza incredibile da vivere con i bambini nel Parco del Gran Sasso: per noi è solo rimandata, perché di sicuro da queste parti ci vogliamo tornare!

Iniziamo col dire che il fiume Tirino è uno dei più limpidi e puliti d’Italia: ci siamo fermati ad ammirarne i colori e le immagini parlano da sole! Ma sarebbe un peccato limitarsi a pucciare i piedini in queste acque cristalline, quando si può vivere un’avventura memorabile come un’uscita in kayak, totalmente a misura di bambini. Una navigazione lenta, rilassante, in un’immersione totale con la natura circostante, accompagnata da guide che sanno il fatto loro (abbiamo scambiato due chiacchiere a bordo fiume con loro, e sono veramente sul pezzo). Contattate la coop. Il Bosso per tutti i dettagli e per prenotare la vostra escursione, così non rimarrete a terra come noi!

Il Parco del Gran Sasso e Monti della Laga è un vero condensato dell’essenza abruzzese: tra natura incontaminata, borghi dal sapore antico e panorami che incantano, permette di vivere esperienze autentiche e assolutamente family-friendly. Da non perdere in qualunque itinerario in Abruzzo!

Se vi è piaciuta questa tappa, scoprite anche il resto del nostro itinerario on-the-road in Abruzzo: lo trovate QUI.

2 pensieri su “Parco del Gran Sasso: cosa fare con i bambini

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