Olanda in Primavera

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Sottotitolo: prenderlo per sfinimento.

Sì, perché questo viaggio in questo periodo provavo ad organizzarlo da alcuni anni, ma fino ad ora il lungo tratto di guida per raggiungere l’Olanda ci aveva fatto desistere. Quest’anno invece la congiunzione astrale formata da mega-ponte-pasqua-25-aprile (che con pochi giorni di ferie consentiva di farne 10 di viaggio), bambini un filino più cresciuti e in grado di reggere tappe più lunghe di guida, e la voglia di Francesco di non sentirmi più rompere i maroni con i campi di tulipani e il Keukenhof, ha fatto sì che finalmente partissimo alla volta dell’Olanda.

Il viaggio in pillole:

  • I km percorsi sono in totale circa 3000, di cui più di 2000 solo di andata e ritorno.

 

  • Inizialmente si era pensato di fare delle tappe per spezzare il tragitto di andata e ritorno, ma alla luce della lista di cose da fare e vedere in Olanda che si allungava sempre più, abbiamo deciso di fare una tirata e goderci tutti i giorni a disposizione lì. Scelta giusta secondo me.

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  • Come nostro solito, abbiamo preferito i piccoli paesi alle grandi città (anche se mi resta il rammarico di non aver visitato Rotterdam).
  • Viaggiando con una 7enne e un 4enne al seguito, il viaggio come sempre viene tarato anche in base alle loro esigenze, cercando di offrire delle esperienze significative per loro ed evitando ad esempio di portarli in dieci musei in due giorni. Ormai lo sapete, qua si parla di viaggi 1) in camper 2) con bambini.
  • Ho sottovalutato l’effetto della combo letale feste di Pasqua + King’s Day + ferie di maggio olandesi (quest’anno anticipate a fine Aprile) + richiamo esercitato dalla fioritura dei tulipani (ma dai, non sono l’unica fissata?!). Non avevamo prenotato nessun campeggio, e il risultato è che ad Amsterdam abbiamo fatto sosta libera, e nelle altre tappe abbiamo sempre trovato un posticino, ma solo dopo diverse telefonate. Tenete in considerazione la cosa se doveste organizzare il viaggio nello stesso periodo.

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  • Piccola parentesi sul King’s Day, visto che lo abbiamo nominato. Il 27 Aprile in tutta l’Olanda, ma in particolare ad Amsterdam, si festeggia il Giorno del Re, cioè il compleanno dell’attuale sovrano Willem-Alexander. Stiamo parlando del Re, che non fa mica la festicciola al parchetto col truccabimbi, ma una cosa in grande stile, quindi se avrete la fortuna di trovarvi in Olanda in quel giorno, vedrete ogni sorta di parata e festa in cui l’arancione e la birra la fanno da padrone.
  • Per arrivare a destinazione abbiamo scelto la via più economica: attraversare la Svizzera passando dal tunnel del San Gottardo, per poi risalire la Germania. In questo modo le spese si limitano al costo della vignetta per le autostrade svizzere (per il 2019 40CHF, circa 36€) e al carburante, dato che in Germania le autostrade sono gratuite (bella lì, Angela!) e in Olanda pure (bella lì, Willem-Alexander!).

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  • I tulipani: in questo viaggio sono uno degli elementi fondamentali, anzi il motivo principale della scelta di questa meta in questa stagione. Se avete un debole per i tulipani o per le fioriture in generale, bè questo è un viaggio da fare una volta nella vita. Avrete modo di vedere i tulipani in tutto il loro splendore e in contesti molto diversi ma altrettanto scenografici: da un lato il Keukenhof con le sue composizioni, effetti cromatici e mille varietà diverse accostate l’una all’altra; dall’altro le coltivazioni sparse sul territorio nazionale, con le loro distese monocromatiche che appaiono all’improvviso in mezzo al verde della campagna.

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  • La sosta: il campeggio libero in Olanda in linea generale è vietato. Però le AS (che si chiamano Camperplaats), i camping e i mini-camping (campeggi rurali generalmente annessi a fattorie o aziende agricole) sono numerosi e a volte molto economici, per cui si riesce abbastanza tranquillamente a scegliere in base ai propri gusti e alle proprie tasche. Nel nostro caso, abbiamo trovato prezzi dai 15€ ai 33€. Gli unici due camping sui 30€ sono stati sull’isola di Texel e a Efteling, location già di per sé più care in quanto più turistiche. Per il resto, la media era sui 20€ inclusa elettricità.

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I campeggi rurali offrono un’esperienza diversa soprattutto per i bambini, dato che si trovano spesso presso fattorie con presenza di animali. Tutti, ma proprio tutti hanno un’area giochi per bambini in cui il tappeto elastico è un must. Certo, i servizi non sono quelli dei camping village, tenetelo presente se siete un po’ schizzinosi.

 

  • Le biciclette: questo è un viaggio in cui ha senso caricarsele sul camper. La bicicletta è il vero mezzo di trasporto olandese: secondo un rapido calcolo fatto da noi, ogni olandese ne possiede almeno 25, altrimenti non si spiega il numero di bici parcheggiate ovunque (ma sempre ordinatamente e solo nelle zone adibite a questo scopo, ça va sans dire).

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Più volte ci siamo maledetti per non averle volute portare. Che volete, eravamo stati troppo pessimisti sulle previsioni meteo, chi se li aspettava 9 giorni di sole su 10?! Ed è pur vero che si trovano noleggi ad ogni angolo di strada, ma non è che te le regalino proprio insomma.

 

L’itinerario in breve:

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  • Amsterdam
  • Waterland: Zaanse Schans, Marken, Edam
  • Flevoland: Tulpenroute e Giethoorn
  • Texel (Isole Frisone)
  • Haarlem e Noordwijk an Zee
  • Parco Keukenhof
  • Gouda e Kinderdijk
  • Efteling

 

 

 

 

Come sempre l’itinerario finale è frutto di un frustrante lavoro di sottrazione dalla lunga lista delle mete che varrebbe la pena visitare. Che ve lo dico a fare. Questo è quel che siamo riusciti a fare, che comunque non mi sembra malaccio per dieci giorni. Se avete a disposizione più tempo, nel dettaglio delle varie tappe vi suggerirò possibili estensioni da aggiungere.

 

AMSTERDAM

Appena arrivati in città, già devastati dal lungo viaggio e dalla notte in autogrill, ci scontriamo con l’amara realtà del fatto che Amsterdam è al completo. King’s day, baby! L’Amsterdam City Camp (l’AS della città, che non accetta prenotazioni) è strapieno, e così tutti (proprio tuttitutti) i camping del circondario che ho iniziato a chiamare a tappeto, ricevendo in risposta delle risatine ironiche e delle prese per il culo in olandese. No panic, ci sono tanti camperisti rimasti senza posto come noi, parcheggiati lungo la strada proprio fuori dal City Camp. Ci uniamo a loro sperando che nessuno ci mandi via, ed effettivamente la polizia è stata tollerante, vista forse la straordinaria affluenza.

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Questo per dirvi che, se pensate di essere in città nello stesso nostro periodo, FORSE conviene prenotare una piazzola in uno dei campeggi della città. E con forse intendo per forza.

Overbooking a parte, in condizioni normali l’Amsterdam City Camp è la soluzione ideale per i camper. Essenziale ed automatizzato, non accetta prenotazioni e non ha servizi igienici, ma è abbastanza economico considerata la posizione (25€ circa per camper in media stagione) ed è comodo per raggiungere la città: a 5 minuti di cammino si prende il ferry gratuito che porta dritti alla Stazione Centrale.

 

 

In alternativa, ci sono diversi camping nei dintorni della città: tutti piuttosto comodi per raggiungere il centro (soprattutto se avete le biciclette), ovviamente mediamente più cari delle AS ma con più servizi (tariffa spannometrica circa 40-45€ per camper 4 persone con elettricità). I più gettonati sono:

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Cosa fare ad Amsterdam con bambini? C’è solo l’imbarazzo della scelta. Amsterdam è una città estremamente a misura di famiglia e di bambini, tranne quando inavvertitamente passate davanti alle condomerie del red light district scatenando domande imbarazzanti da parte dei vostri figli.

All’aria aperta:

  • Un bel giro in bici tra i canali fino ad arrivare al bellissimo Vondelpark. Al primo raggio di sole questo parco diventa l’equivalente olandese del Central Park di New York: si può fare un bel pic-nic, giocare nei tanti playground con fondo di sabbia (eh, fatevene una ragione, sono quasi tutti così) e gironzolare senza meta godendosi l’atmosfera.

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Noi abbiamo noleggiato la cargo bike, quella tipicamente olandese con una sorta di cassone davanti in cui si siedono i bambini. C’è un punto noleggio MacBike proprio nella Stazione Centrale, ma se volete la cargo bike dovete spostarvi poco più in là nel negozio MacBike Oosterdok (proprio di fronte al Sea Palace, il grande ristorante cinese in stile pagoda). Si spendono all’incirca 20€ al giorno compresa assicurazione, e la cargo bike costa un po’ più della tradizionale.

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  • 20190418_161952.jpgLa gita in barca sui canali, la famosa canal cruise, il vero must di ogni soggiorno ad Amsterdam. Ma c’è crociera e crociera, e tra i mega barconi chiusi, con la condensa sui vetri e l’audioguida in 35 lingue, e un’imbarcazione più piccola, scoperta, e su cui servono anche da bere, indovinate quale abbiamo scelto noi? Ci sono decine di operatori tra cui scegliere, noi siamo andati con Floating Amsterdam: durata 1 ora circa, prezzo 15€ adulti e 8.50€ bambini (gratis sotto i 5 anni, prezzi 2019)

 

  • Fate un giro al Bloemenmarkt, il mercato dei fiori, per ammirare i banchi pieni di bulbi e comprare ogni tipo di souvenir al prezzo più conveniente di tutta l’Olanda.

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Al chiuso:

  • Il Museo della Scienza Nemo, uno dei più validi e ricchi d’Europa, in cui i bambini possono sperimentare, toccare, giocare senza venire cazziati da voi o dai guardiani. Ci sono così tante aree tematiche, attività ed esposizioni che ci si potrebbe passare una intera giornata.

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Potete scegliere in base ai gusti e all’età dei vostri bambini tra 5 aree tematiche, una per piano:

Fenomena (1° piano), in cui si scopre come funziona la scienza e come si è evoluta nel tempo;

Technium (2° piano), in cui si va alla scoperta della tecnologia che ci circonda;

Elementa (3° piano), in cui si conoscono gli elementi costitutivi del cosmo;

Humania (4° piano) in cui si conoscono il corpo umano e le sue tante capacità;

Energetica (5° piano) in cui si gioca con l’energia e le sue diverse forme.

 

Ingresso gratuito per i bambini fino a 4 anni, poi 17.50€ per tutti (prezzi 2019). Gratis con la IAmsterdam card e con la Museumkaart.

 

 

  • Il Van Gogh Museum è la più grande e importante collezione delle opere di questo artista che solitamente riscuote apprezzamento anche da parte dei bambini (ad esempio è il preferito di Giorgia, per cui non potevamo perdercelo).

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Attenzione, i biglietti si acquistano esclusivamente online, scegliendo l’orario di ingresso. Vi consiglio caldamente di prenotare con largo anticipo se ci tenete a vederlo, specialmente in periodi di grande affluenza. Noi siamo andati a fine Aprile, ho prenotato a fine Marzo e già gli slot orari disponibili erano quasi terminati.

Prendete l’audioguida, che in realtà è un tour multimediale che fornisce tante e interessanti informazioni sulle opere e sull’artista, interessante anche per i bambini. Per loro è disponibile anche una sorta di caccia al tesoro: il kit si ritira all’ingresso e prevede alcuni giochi in stile enigmistica.

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Ingresso gratuito fino a 17 anni, 19€ per gli adulti, 24€ con tour multimediale (ormai siete qui quindi non fate i taccagni, prendetelo!) (prezzi 2019). Gratis con la IAmsterdam card e con la Museumkaart.

 

  • Una più che valida alternativa al Van Gogh Museum è naturalmente il celebre Rijksmuseum. Se il primo approfondisce la vita e i temi del singolo artista a 360 gradi, il Rijksmuseum ripercorre la storia dell’arte olandese in un percorso cronologico che si snoda su 4 piani e 80 sale.

Per fortuna anche questo museo lo si può visitare in modo da non causare istinti di fuga o di matricidio nei figli:

Potete infatti acquistare la Family Guide 17th Century, un libro di attività in formato famiglia che attraverso diverse attività vi porta alla scoperta dei divi dell’arte olandese, Rembrandt e Vermeer.

Oppure potete partecipare ai laboratori gratuiti in cui si impara a disegnare come Rembrandt, osservando e riproducendo ciò che si vede (sabato e domenica tra le 11.00 e le 16.00).

C’è poi il Digital Family Game (purtroppo non disponibile in Italiano), un gioco di gruppo (fino a 4 persone per squadra) di circa un’ora in cui bisogna risolvere otto misteri del museo.

Infine potete godervi la Picnic Room mentre i bambini disegnano e colorano con il materiale liberamente a disposizione.

Sono disponibili anche visite guidate in Italiano, e ovviamente il tour multimediale.

Ingresso gratuito fino a 18 anni, 20€ per gli adulti. Gratis con la IAmsterdam card e con la Museumkaart.

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  • Se avete bambini dell’età giusta, è d’obbligo una visita alla casa di Anna Frank. Per quanto non sia mai facile affrontare certi temi con i bambini, questo è forse uno dei modi migliori e più significativi in cui possiate farlo. L’audioguida è una parte fondamentale della visita ed è disponibile anche in Italiano.

Attenzione, anche in questo caso i biglietti si acquistano solo online scegliendo l’orario di ingresso, preferibilmente con largo anticipo.

Ingresso 0.50€ fino a 9 anni, 5.50€ da 10 a 17 anni, 10.50€ per gli adulti (prezzi 2019).

 

  • Andare alla scoperta della storia della città all’Amsterdam Museum. Con il tour DSC_0035.JPGAmsterdam DNA, disponibile anche in Italiano, in circa un’ora ripercorrerete la storia di Amsterdam e dei suoi abitanti attraverso i valori cardine della città: imprenditorialità, libero pensiero, convivenza civile e creatività. Esiste anche la versione family del DNA tour, ma purtroppo non in Italiano.

Con i bambini potrete visitare anche il Piccolo Orfanotrofio, che mostra com’era la vita in un orfanotrofio del Seicento. Ripetiamo tutti insieme “Ecco, guardate come siete fortunati voialtri!”.

Gratuito fino a 17 anni, 15€ adulti (prezzi 2019). Gratis con la IAmsterdam card e con la Museumkaart. Audioguida inclusa nel prezzo.

 

WATERLAND

Vale la pena riservare almeno un giorno (meglio ancora due) per esplorare la zona del Waterland, a pochissimi km da Amsterdam ma in cui venite già proiettati in una dimensione diversa, fatta di piccoli paesini immacolati e tranquilli, canali (sì, quelli ci sono anche ad Amsterdam e in tutto il resto dell’Olanda) e paesaggi rurali e bucolici.

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DSC_0065A Zaanse Schans potrete ammirare e visitare diversi mulini in un paesino che riproduce un tipico villaggio olandese dell’epoca della Rivoluzione Industriale. I mulini sono in funzione, e in ciascuno di essi si svolge una diversa attività artigianale: la produzione di zoccoli, di olio, la segheria, la lavorazione della farina, dei pigmenti, delle spezie

L’ingresso ai mulini è a pagamento (5€ per gli adulti), vi consiglio di visitarne almeno uno all’interno perché è molto interessante osservarne il funzionamento, soprattutto con i bambini.

È una destinazione molto turistica, in cui con ogni probabilità sarete in mezzo ad altre decine di persone. Ciononostante, il paese offre un bel colpo d’occhio e, specie con bambini, merita una visita.

Se volete toccare con mano la quotidianità di un piccolo paese olandese, lasciatevi alle spalle le orde di turisti e esplorate le viuzze di Zaandijk, sull’altro lato del fiume. La pace dei sensi.

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Con il camper: non vi lasceranno parcheggiare nel parcheggio principale e più vicino al paese. C’è una AS gratuita adiacente alla stazione che non è proprio vicinissima ai mulini, per cui conviene utilizzare le biciclette. Se non le avete, troverete un noleggio proprio vicino alla stazione.

 

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Marken è un piccolo borgo di pescatori situato su quella che una volta era un’isola nello Zuiderzee. Nel 1957 la costruzione della strada sopraelevata l’ha collegata alla terraferma, ma l’isolamento in cui è stata per tanto tempo ha contribuito a mantenere la sua autenticità. Ovviamente quando i luoghi belli come questo vengono scoperti, vengano un po’ presi d’assalto dai flussi turistici e magari in parte snaturati. Ecco, questo borgo resiste abbastanza bene a queste dinamiche.

 

 

 

Potete parcheggiare il camper nel parcheggio fuori dalla città, litigando con il parchimetro capriccioso, per poi addentrarvi tra le viuzze e le case colorate fino alla zona del porto.

 

Edam è la placida cittadina che da il nome al celebre formaggio. Anche qui abbondano le visioni bucoliche di case dalle grandi vetrate e dai curati giardini, affacciate sui canali e dotate ciascuna della sua barchetta. Io vi sfido a non desiderare di trasferirvi qui, a strafogarvi di formaggio e andare a spasso per i canali con la vostra barca!

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Se ci venite il mercoledì (in Luglio e Agosto) potrete assistere al tradizionale mercato del formaggio, ma secondo me negli altri giorni ve la godete di più.

A proposito di formaggio, fate una sosta per gli acquisti da Henri Willig, un delizioso (letteralmente) negozietto in centro, e se vi piacciono i prodotti che vi propongono, potreste anche visitare uno dei loro caseifici.

 

 

 

 

Per quanto riguarda la sosta, per poche ore abbiamo trovato senza problemi in un normale parcheggio appena fuori dal centro storico.

 

Per completare la visita del Waterland, se avete un altro giorno a disposizione, potete visitare anche Monnickendam, Broek in Waterland e Volendam.

Se il meteo è clemente e avete le biciclette, potreste anche valutare di lasciare fermo il camper ed esplorare la zona su due ruote. Escludendo Zaanse Schans che rimane un po’ più decentrato, il tragitto Volendam – Edam – Monnickendam – Broek in Waterland – Marken conta in totale 29km.

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Per la sosta, noi siamo stati al Camping Katwoude, uno di quegli agresti camping rurali annessi a fattorie che abbiamo incontrato un po’ in tutta l’Olanda. Fondo in erba (più che un fondo in erba, è il grande prato che circonda la fattoria), servizi piccoli ma completi (con tanto di lavatrice), zona playground per i bambini e animali (mucche e pecore). Prezzo 27€.

Un’altra opzione può essere l’AS Marinapark a Volendam (circa 20€)

Ho evidenziato nell’immagine l’itinerario tra i diversi paesi e le due opzioni di sosta, così potete vedere come sono collocate rispetto alle città.

Nel Waterland ci sono diversi altri campeggi – qui il link al portale VVV (gli uffici turistici ufficiali olandesi) dove li trovate tutti.

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FLEVOLAND

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Il Flevoland, (Olanda centrale) è il polder più vasto al mondo e una delle zone a maggiore vocazione tulipanesca dell’Olanda (un saluto all’Accademia della Crusca).

Intorno al capoluogo Emmeloord potete percorrere la Tulpenroute, l’itinerario dei tulipani. Più che un singolo e unico itinerario, si tratta in realtà di diversi percorsi che si intrecciano nella campagna del Flevoland tra un campo di tulipani e l’altro. A seconda di come vogliate percorrerli (a piedi, in bicicletta, in auto/camper) potete scaricare le mappe degli itinerari, ma vedrete che anche lungo la strada ci sono dei cartelli che segnalano la giusta direzione da seguire.

Di anno in anno gli itinerari cambiano in funzione di quali sono i campi effettivamente piantumati. Ad esempio, nel 2019 si poteva scegliere tra il percorso di Dronten-Swifterbant, quello di Lelystad e quello di Zeewolde.

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Seguite il senso di marcia indicato da mappe e cartelli e verrete guidati passo-passo tra i campi monocromatici di tulipani e altri bulbi. Il colpo d’occhio è davvero notevole, ed è una figata camminare tra i filari e fare ottocentomilioni di foto.

La Tulpenroute è percorribile nel periodo in cui si svolge il Tulip Festival – cioè più o DSC_0140.JPGmeno da metà Aprile a metà Maggio. In questo periodo si possono svolgere diverse attività a tema: le aziende aprono le porte ai visitatori, ci sono feste simili alle nostre sagre di paese, con giochi per bambini e mercatini, laboratori creativi, e in alcuni campi si possono raccogliere i fiori e comporre il proprio bouquet. Se non sapete proprio come spendere i vostri soldi, potrete addirittura fare un giro in elicottero per godervi la vista dei campi dall’alto (perché i droni ormai sono da poracci).

Avrete ormai capito che da questa zona dovete starci lontani se i tulipani vi fanno schifo. Ma che persone siete, dico io, se vi fanno schifo i tulipani?!

Qui tutte le info per visitare al meglio questa zona.

 

GIETHOORN

Quando ne avrete avuto abbastanza di campi di tulipani (o quando i vostri familiari minacceranno l’ammutinamento e lo sciopero della fame se li portate nel milionesimo campo – ogni riferimento a fatti realmente accaduti è puramente casuale) potete dirigervi in questo paesino da fiaba.

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La sua bellezza è ormai diventata di dominio pubblico, anche tra le comitive di turisti in autobus granturismo, quindi studiatevi bene l’orario in cui arrivare per evitare di trovarvi in mezzo alla folla. Lasciamo perdere l’improbabile definizione di Venezia Olandese che le hanno affibbiato (non ho mai capito perché ogni Paese si senta in dovere di avere una propria Venezia), con la Serenissima ovviamente non c’entra una mazza, ma è davvero un incanto. È un placido paesino attraversato da canali, che potete esplorare noleggiando delle piccole imbarcazioni (circa 20€ per un’ora) per ammirare le linde casette dall’acqua, immaginando come dev’essere vivere in un posto simile. Probabilmente meno rilassante di quanto possa sembrare, visto che nelle ore di punta in quei canaletti c’è più traffico che sulla A4 alle 8.00 del lunedì.

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La popolarità turistica di una destinazione si capisce anche dalla grandezza delle sue aree camper, e infatti qui ne trovate ben due molto grandi: la Haamstede (11.50€ per camper e 2 persone, 3€ persona extra) e la Bodelaeke (15€ per camper e 2 persone, 4€ persona extra).

Nonostante il grande numero di posti, siamo riusciti a trovare tutto pieno, quindi abbiamo ripiegato sul Minicamping Oltenbarg (a Wanneperveen), un po’ più defilato rispetto al paese, ma come sempre accogliente e super economico (16€ con elettricità). Se siete muniti di biciclette, da qui a Giethoorn sono 6 km, quindi tranquillamente gestibile con una piacevole passeggiata su due ruote.

Da Giethoorn, alla luce dei giorni disponibili, noi ci siamo spostati all’isola di Texel passando dall’Afsluitdijk, l’enorme diga lunga 32 km che collega l’Olanda Settentrionale alla Frisia.

Voi, se avete più tempo a disposizione, potreste aggiungere all’itinerario:

  • Groningen, una piacevole e vivace città universitaria.
  • Shockland, il primo sito Olandese ad entrare nel patrimonio mondiale UNESCO. Si tratta di quella che una volta era un’isola dello Zuiderzee, considerata come il simbolo per eccellenza della lotta dei Paesi Bassi contro l’acqua.
  • Schiermonnikoog, una delle Isole Frisone Occidentali caratterizzata da dune, boschi, pianure fangose formate dalle maree e polder, dichiarata Parco Nazionale. Si raggiunge con una breve traversata in traghetto da Lauwersoog.

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TEXEL

La maggiore delle Isole Frisone Occidentali si raggiunge con venti minuti di traghetto da Den Helder, con partenze ogni mezz’ora (ogni ora in bassa stagione). Il costo per la traversata in camper è di 37€ da venerdì a lunedì, 25€ il martedì, mercoledì e giovedì. Queste tariffe valgono per mezzi fino a 6.5m e sono per andata e ritorno (non buttate il tagliandino). Se invece il vostro mezzo è più lungo, il prezzo viene calcolato per metro di lunghezza: 7,80€/m se viaggiate da venerdì a lunedì, 5,80€/m se viaggiate da martedì a giovedì.

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Cosa fare una volta sbarcati sull’isola? Per prima cosa fare la danza del sole, perché (a mio modesto parere) quest’isola va vissuta all’aria aperta e possibilmente col bel tempo. Che poi quest’ultimo è un concetto relativo eh. In Aprile c’erano olandesi già in costume e infradito mentre noi giravamo ben vestiti. Da queste parti sì che sanno apprezzare ogni singolo raggio di sole (state calmi però ragazzi, perché poi se venite in Italia in Agosto finite in ospedale, ve lo dico).

I simboli per eccellenza dell’isola sono le migliaia di pecore (e se capitate qui in primavera, vedrete centinaia di agnellini che vi faranno venire la tentazione di diventare vegetariani) e il faro.

Ma la vera chicca per i nostri piccoli camperisti è stata la gita in barca per avvistare le foche. Ebbene sì, a poca distanza dalle coste di Texel c’è questa bizzarra colonia di foche che si è stabilita qui circa 30 anni fa e conta ormai diversi esemplari. Una gita in barca di circa 1 ora e mezza vi porta ad avvistarle (mantenendo la giusta distanza per non disturbare troppo gli animali) e vi fornisce un sacco di informazioni su questi buffi animali che ricordano tanto me dopo il pranzo di Natale.

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Prezzi: 20€ adulti, 15€ bambini; 3 o 4 partenze in alta stagione, consigliabile la prenotazione. Ci sono diversi operatori che offrono questo tipo di servizio, noi siamo andati con Het Sop che generalmente parte da Oudeschild, a volte da De Cocksdorp (vicino al faro).

20190422_163344.jpgPotete poi visitare il centro Ecomare a De Koog. Si tratta di un centro di documentazione sul Waddenzee, con annesso museo e acquario. Si può assistere al momento della pappa per foche e focene, partecipare alle visite guidate nel Parco Nazionale delle Dune e giocare nel playground. Tra i tour guidati proposti, c’è quello tipico di queste zone in cui si cammina nel fango della bassa marea. Per sentirsi un po’ come Peppa Pig (come dite? E’ una cazzata che “a tutti piace saltare nelle pozzanghere di fango”?).

Biglietti a 13.50€ (adulti) e 9.50€ per i bambini da 4 a 13 anni.

 

Per quanto riguarda la sosta, vicino al faro si trova il villaggio De Krim, super attrezzato con tanto di piscina indoor, mega-playground, palestra per arrampicata, bowling…insomma, una cosa in grande stile. Può piacere o meno come genere, ma sicuramente offre un sacco di attività soprattutto per i bambini, che possono aiutare in caso di maltempo.DSC_0218.JPG

Se invece amate più il genere tranquillo (o non trovate posto qui perché non avete prenotato per tempo nella settimana del King’s Day) troverete diversi campeggi sull’isola, più o meno spartani. Noi dopo averli contattati quasi tutti abbiamo trovato posto al Camping Zijm, a Den Hoorn. Nonostante i servizi paragonabili agli altri camping rurali in cui siamo stati, il prezzo qua era più alto (33€) ma ce lo aspettavamo visto il periodo e il tipo di destinazione.

Tenete presente che sull’isola di Texel il divieto di sosta libera è particolarmente valido.

 

HAARLEM – NOORDWIJK AN ZEE

Ci siamo fermati ad Haarlem come tappa intermedia tra Texel e il Keukenhof per una visita veloce della città.

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Abbiamo parcheggiato senza troppi problemi in un normale parcheggio ai margini del centro, e una volta raggiunta la piazza principale siamo stati accolti da un luna park. Gli edifici della bella piazza ne risultavano un po’ oscurati, ma la vista dall’altro della ruota panoramica non era niente male. Anche qui, come in altre città olandesi di media dimensione, trovate atmosfera rilassata e canali da cartolina.

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Nel pomeriggio eravamo intenzionati a fare una capatina in spiaggia, quindi armati di telo-mare e ingenuo ottimismo siamo arrivati a Noordwijk-an-Zee, una sorta di Riccione olandese (anche dal punto di vista della limpidezza del mare). Sì, c’era il sole, ma c’era anche il vento a 100km/h, quindi nel giro di 15 minuti ci siamo riempiti di sabbia occhi, capelli, scarpe, vestiti e abbiamo battuto in ritirata. No ma bella la vita da spiaggia olandese eh!

Facile ironia a parte, questa zona è caratterizzata da enormi e lunghissime spiagge circondate da dune, e con le condizioni meteo adatte è sicuramente una tappa piacevole per rilassarsi un po’ al mare. I campeggi non mancano, ma noi ci siamo spostati più verso il Keukenhof che avremmo visitato il giorno seguente.

 

KEUKENHOF

Questo è un parco che merita tutti i superlativi del caso. Resta aperto poco eh (nel 2019 dal 21 Marzo al 19 Maggio) ma in quelle poche settimane è un’apoteosi.

La fioritura conta niente meno che 7 milioni di bulbi e 800 varietà di bulbi, disposti in composizioni che esaltano al massimo le diverse forme e colori.

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Ogni anno viene assegnato un tema, che quest’anno è “Flower Power”.

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Oltre a passeggiare tra i viali del parco riempiendovi gli occhi di tutti questi colori, potrete anche assistere ai “flower shows” nei padiglioni lungo il perimetro del parco e ammirare gli “inspirational gardens” legati al tema annuale: per esempio, noi abbiamo visto la ricostruzione del famoso letto di John Lennon e Yoko Ono con i manifesti “Bed Peace – Hair Peace” e lo “Strawberry Fields Garden”, con tanto di sottomarino giallo.

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Come ovunque in Olanda, l’attenzione per i bambini non manca: troverete infatti un bellissimo playground, il labirinto, gli animali della fattoria…insomma avrete di che compensare l’overdose floreale.

Biglietti a 18€ per gli adulti e 8€ per i bambini da 4 a 17 anni, gratis sotto i 4 anni. Qui tutte le info di cui potreste aver bisogno, ma il messaggio è: se siete in Olanda durante le settimane di apertura, non perdetevelo per nessuna ragione.

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GOUDA

DSC_0403.JPGQui ogni mercoledì da Aprile ad Agosto, a partire dalle 10.00 potete assistere al Kaasmarkt, il mercato del formaggio. La piazza centrale si riempie di forme di formaggio (e di turisti), arrivano produttori e commercianti con le loro mise tipiche, e danno una dimostrazione pratica di cosa accade quando domanda e offerta si incontrano non nell’Internet, ma nella piazza del paese. Li vedrete darsi delle strane strette di mano (che somigliano più a sberle che a strette) e gridare dei numeri incomprensibili. Non preoccupatevi, non sta per scoppiare una rissa a colpi di gouda, stanno contrattando il prezzo e tutto finirà per il meglio senza spargimento di sangue.

L’evento si tiene prevalentemente a uso e consumo dei turisti, è vero. Questo potrebbe farci storcere il naso (insieme all’improponibile presentatore in abito giallo canarino tipo Mago G della Galbusera) ma dopotutto può essere carino assistere ad una tradizione tipicamente olandese come questa, per quanto ora un pochino artefatta, specialmente con i bambini.

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In città c’è una comoda Area Camper, la Klein Amerika. Per la sosta diurna non ci sono problemi, ma per dormire i posti sono limitati (non più di 30). Raggiunto questo limite, non vi faranno entrare se dovete sostare per la notte. Se arrivate il mercoledì sera, quindi, è molto probabile che non troverete posto (viene veramente tanta gente per il mercato del giovedì). Niente paura comunque: i parcheggiatori ci hanno dirottato sul camping più vicino, il Camping Streefland.

La mattina seguente ci siamo svegliati di buon’ora e siamo tornati in città, parcheggiando senza problemi alla Klein Amerika. In alternativa, potete lasciare il camper in campeggio e spostarvi in bicicletta o con l’autobus che passa poco distante e porta in città.

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KINDERDIJK

Anche questo è un sito del patrimonio mondiale UNESCO. Nell’amena campagna vicino Dordrecht, tra prati e canali, svettano 19 bellissimi mulini a vento costruiti nel XVIII secolo. Sono una vera e propria icona olandese: un po’ perché il mulino a vento è uno dei simboli del Paese, un po’ perché rappresentano gli eterni sforzi degli olandesi per controllare l’acqua e il suo livello.

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Potete limitarvi a passeggiare lungo la pista ciclopedonale per ammirare i mulini dall’esterno (in questo caso l’ingresso è gratuito) oppure decidere di visitare all’interno i due mulini-museo per scoprire il loro funzionamento. In questo caso vi servirà il biglietto (8€ adulti, 5€ bambini da 4 a 12 anni, gratuito fino a 3 anni).

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La visita del sito può essere anche effettuata a bordo delle imbarcazioni che percorrono i canali che costeggiano i mulini.

Per parcheggiare, potete utilizzare l’AS Camperpark e raggiungere il sito con il comodo servizio navetta gratuito, oppure in bicicletta (dista 5km con pista ciclabile). Anche se non pernottate qui, potete parcheggiare ed utilizzare la navetta. Le navette servono diversi parcheggi, al ritorno fate attenzione a prendere quella giusta.

 

 

 

Possibili estensioni in questa zona se avete tempo a disposizione:

  • Rotterdam, per vedere una faccia diversa dell’Olanda. Se nel resto del paese prevalgono scenari bucolici e piccoli paesini tradizionali, qui invece è il regno dell’architettura più innovativa e creativa. Un esempio su tutti: le case cubiche. Googlate e sappiatemi dire.
  • Parco Nazionale De Biesbosch, un labirinto di fiumi e ruscelli, paradiso dei birdwatcher ma non solo, in cui fare infinite passeggiate a piedi, in bicicletta, a cavallo o come vi pare.
  • Delft, la città natale di Vermeer, da non perdere se siete amanti di questo pittore: al Vermeer Centrum potrete infatti scoprire o approfondire tutti gli aspetti delle sue opere. È anche la patria delle caratteristiche ceramiche bianche e blu.

 

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EFTELING

Gran finale col botto, soprattutto per i nostri bambini. Ma a chi la voglio raccontare, pure per me!

Efteling è il più importante parco di divertimenti olandese, che si contraddistingue per il focus particolare sul mondo delle fiabe. Questo lo rende adatto anche ai bambini più piccoli, seppur non manchino le attrazioni più adrenaliniche per i più grandi.

Ma vedrete che anche voi adulti resterete incantati dalla sezione dedicata alle fiabe, garantito (a meno che non siate delle bruttissime persone, ovvio). Questa area del parco è immersa in un bellissimo bosco che già da solo crea un’ambientazione particolare. Aggiungeteci che sono state ricreate le ambientazioni di alcune tra le fiabe più famose in maniera veramente curata e dettagliata, e otterrete un effetto magia non da poco. Io ero quasi più esaltata dei miei figli e non smettevo di esclamare wooooowwwww ad ogni angolo, credo che ad un certo punto Francesco volesse sedarmi o almeno tapparmi la bocca.

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Ma le altre sezioni del parco non sono da meno. Nel Regno dell’Avventura si sono montagne russe di ogni tipo e per ogni grado di spericolatezza; nel Regno dei Viaggi ci sono attrazioni adatte a tutta la famiglia ispirate al tema dell’esplorazione; nel Regno della Fantasia troverete case infestate e castelli incantati.

Ovviamente non mancano gli spettacoli, il più famoso dei quali è Aquanura, con fuoco e fontane danzanti, ispirato alla fiaba del Principe Ranocchio, che è la perfetta conclusione di una giornata trascorsa in questo mondo parallelo. Ora di sera sarete esausti, ma avrete vissuto alcune ore di pura gioia bambinesca.

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E quanto costa questa gioia bambinesca? Mica poco, 40€ piatti-piatti per ogni membro della famiglia che abbia più di 3 anni. Però oh, son spesi bene secondo me. E poi mica ci si viene tutti i mesi ad Efteling. Se volete risparmiare potete sempre fare come noi e portarvi il pranzo al sacco. Altrimenti, ovviamente troverete milioni di ristoranti e chioschetti che offrono la qualunque.

Un paio di consigli tattici: se avete bambini piuttosto piccoli, per soli 4€ al giorno potete noleggiare dei simpatici trasportini con ruote che vi eviteranno qualche capriccio e renderanno più rapidi gli spostamenti tra un’attrazione e l’altra. E poi scaricatevi assolutamente la app del parco, che è davvero utile e ben fatta: oltre a geolocalizzarvi per guidarvi all’interno del parco, contiene tutte le descrizioni delle attrazioni e i tempi di attesa in tempo reale (con tanto di possibilità di ricevere una notifica quando questi scendono sotto una certa soglia).

20190426_120317E il camper? Noi abbiamo scelto il Camping Bernehoeve, uno di quelli campagnoli che abbiamo utilizzato quasi in ogni tappa del nostro viaggio. Questo ha un playground particolarmente bello per i bambini, con tanto di mini-macchine a pedali. La figata è che da qui, all’Efteling ci arrivate a piedi in 5 minuti di cammino attraverso il bosco.

In alternativa, se preferite qualcosa di meno rustico e con più servizi, potete scegliere il Camping Ponderosa, dove troverete animazione, ristorante, piscina indoor con scivoli e pure il parco avventura.

 

Qui si esauriva il tempo a nostra disposizione e quindi il nostro tour, ma se voi avete qualche giorno in più potreste aggiungere:

  • Utrecht, gradevole città universitaria in cui passeggiare tra i canali e, se in famiglia c’è qualche appassionato di treni, visitare il Spoorweg Museum. Per i più piccoli c’è anche la casa-museo di Dick Bruna, il creatore della coniglietta Miffy.
  • Kastel de Haar, un maestoso castello circondato da giardino, che può costituire una gradevole variazione rispetto a città-con-canali e mulini. Vengono organizzate diverse attività a misura di bambini e di famiglie.
  • Progetto Delta: l’imponente sistema di barriere (il più grande al mondo) che rappresenta il simbolo più eloquente degli sforzi compiuti dagli olandesi per dominare la forza dell’acqua. Potete visitarlo anche su due ruote seguendo l’itinerario cicloturistico Deltaroute. Al Watersnoodmuseum viene illustrata la storia dell’impressionante inondazione del 1953.

8 pensieri su “Olanda in Primavera

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