Catalogna in camper: il nostro itinerario di 3 settimane
Scommetto che se vi dico “Catalogna“, vi viene in mente Barcellona e forse poco altro. Beh se è così, preparatevi a ricredervi. Questo viaggio ci ha fatto scoprire una destinazione molto più sorprendente e varia di quanto ci aspettassimo, con una quantità incredibile di cose da vedere e di esperienze da vivere. In tre settimane di viaggio non abbiamo praticamente incontrato nessun italiano – si fermano tutti a Barcellona, eppure c’è così tanto da scoprire! Ancora una volta abbiamo avuto la conferma che basta allontanarsi un po’ dalle rotte più battute per trovare luoghi sorprendenti, e che nulla hanno da invidiare a quelli più famosi (e inflazionati).
Il nostro itinerario parte dalla Costa Brava e attraversa la Catalogna da nord a sud, per poi risalire verso i Pirenei e tornare sulla Costa Brava. Un viaggio pensato per alternare giornate di mare a natura, borghi, cultura e attività per tutta la famiglia. E vi posso confermare che questo itinerario è riuscito a fare contenti proprio tutti nella nostra famiglia, adolescenti compresi!
Ecco il riassunto del nostro itinerario in camper in Catalogna: in totale sono circa 1100 km, a cui vanno aggiunti quelli dell’andata e del ritorno (circa 900 nel nostro caso, partendo dalla Lombardia).


Se dovessi scegliere una sola parola chiave per descrivere questo viaggio, sarebbe varietà. Quindi, se anche a voi piace l’idea di un viaggio dinamico, che vi porti a scoprire le diverse sfaccettature di questa terra meravigliosa, partiamo insieme e vediamo le diverse tappe un po’ più nel dettaglio.
Puoi cliccare sulla singola tappa per andare direttamente al paragrafo dedicato:
- Tappa di mare in Costa Brava all’Interpals Eco Resort
- Visita dei villaggi medievali di Pals e Peratallada
- Un giorno a Girona, alla scoperta del suo centro storico
- Montserrat e la sua montagna: visita di un giorno con treno e funicolare
- Tappa di Mare in Costa Daurada al Camping Las Palmeras
- Un giorno a Tarragona, città romana affacciata sul Mediterraneo
- Due giorni di puro divertimento a PortAventura
- Alla scoperta del sorprendente Delta dell’Ebro
- Catedral del Vi
- Avventura nello spettacolare canyon Congost de Mont-rebei
- Nel cuore dei Pirenei: il parco di Aigüestortes
- Alla scoperta dei villaggi medievali della Garrotxa
- Indimenticabile volo in mongolfiera nei cieli della Garrotxa
- Tappa di mare e tour in barca a L’Estartit
- Gran finale al Teatro-Museo Dalí di Figueres
Itinerario in Catalogna: tappa di mare in Costa Brava



Col senno di poi, sono proprio contenta di aver inserito come prima tappa qualche giorno di relax al mare: siamo arrivati alle vacanze abbastanza cotti, e qualche giorno all’Interpals Eco Resort è proprio quello che ci voleva per tirare il fiato e prepararci ai successivi giorni di esplorazione.
La Costa Brava non ha bisogno di grandi presentazioni: parliamo infatti di uno dei tratti più belli del litorale spagnolo.160 km di coste abbastanza frastagliate, caratterizzate da paesaggi selvaggi, calette nascoste e scogliere a picco sul mare, e arricchite da antichi borghi medievali e di pescatori.



L’Interpals Eco Resort ha tutto quello che serve per immergersi nel mood vacanziero: è immerso nel verde della pineta, a pochi minuti a piedi dalla splendida Platja de Pals, una delle spiagge più belle della Costa Brava, che si può raggiungere comodamente anche con il trenino direttamente dal campeggio. Ci sono piscine, scivoli, ristorante e bar, un supermercato molto ben fornito, aree gioco e numerose attività sportive e di animazione, oltre ad alcune chicche: per esempio, la colazione a buffet al ristorante, per una coccola extra, e la paella della domenica servita nella piazza centrale del villaggio.


Una scelta ideale per chi viaggia in camper e cerca un campeggio ben organizzato dove alternare mare, relax e scoperta del territorio.Una struttura di ottimo livello che consigliamo senza ombra di dubbio.
Catalogna in camper: i villaggi medievali della Costa Brava.
La Costa Brava – e tutta la Catalogna in realtà – vanta anche diversi borghi medievali, ottimamente conservati e pieni di fascino. Lasciando l’Interpals Eco Resort, noi abbiamo visitato Pals e Peratallada, entrambi bellissimi.

Si trovano entrambi nella regione del Baix Empordà, nella provincia di Girona; distano pochi chilometri l’uno dall’altro, e si possono tranquillamente visitare nella stessa giornata. Entrambi garantiscono atmosfera tranquilla e scorci da cartolina, con vicoli acciottolati, archi e edifici in pietra.
A Pals si passeggia lungo le viuzze acciottolate, su cui si affacciano case e archi in pietra dorata, spesso impreziositi da fiori (prima o poi capirò perché a casa sia impossibile avere dei fiori così belli come quelli che si incontrano in certi borghi!).
Per sostare in camper a Pals c’è questo parcheggio, molto semplice e sterrato ma gratuito e comodo, proprio a due passi dal centro storico.


Anche Peratallada è super affascinante, tutto in pietra, con un antico castello e un fossato scavato nella roccia che un tempo lo circondava interamente. I vicoli acciottolati si arrampicano fino alla Torre delle Ore: la vista dalla cima è splendida, e spazia fino al mare e ai Pirenei.
Per sostare in camper a Peratallada c’è questo parcheggio municipale appena fuori dal centro storico, a pagamento ma con prezzi bassi (circa 1 euro l’ora).


Noi abbiamo trovato entrambi i villaggi molto tranquilli, il che ha reso la visita ancora più piacevole e suggestiva: rispetto ad altri borghi storici che ci è capitato di visitare nei nostri viaggi, ci sono sembrati più autentici e meno intaccati dal turismo di massa.

Girona in camper: cosa vedere in un giorno nella città vecchia
Girona è sicuramente una tappa da non perdere se visitate la Catalogna. E’ una città piuttosto grande e importante, ma il centro storico è raccolto e si gira tranquillamente a piedi – oltre a essere pieno di fascino e di un’atmosfera medievale irresistibile. Che poi, mica solo Medioevo: Girona è in realtà un mix di stili architettonici di epoche diverse, che si sovrappongono in modo riuscitissimo.

Con una semplice passeggiata nel Barri Vell (il centro storico) si tocca con mano il susseguirsi delle diverse epoche e dei diversi popoli che si sono susseguiti in città: romani, arabi, ebrei e cristiani.
Noi siamo entrati nel centro storico dal Pont de les Peixateries Velles – aka Ponte Eiffel – da cui è possibile ammirare il panorama iconico delle case colorate affacciate sul fiume Onyar. Siamo subito saliti sulle mura, che circondano la Città Vecchia si possono percorrere a piedi, ammirando la città dall’alto e la vista sui tetti. Una volta scesi dalle mura, abbiamo proseguito esplorando il quartiere ebraico El Call, toccando la Cattedrale, la Basílica de Sant Feliu e i Bagni Arabi (non fatevi ingannare dal nome, in realtà è un edificio di epoca romanica, ma ispirato agli hammam musulmani e alle antiche terme romane. Un edificio molto suggestivo che vale la pena visitare anche perché il biglietto è davvero economico, 3€ l’intero e 1€ il ridotto), terminando il giro con il Pont de Sant Agustì e Plaça Independència.




Se siete fan di Game Of Thrones, passeggiando per Girona potreste avere qualche déjà-vu: diverse parti della serie sono infatti state girate proprio qui. E non solo GOT: la città è talmente bella e affascinante che è spesso diventata un set cinematografico. Per esempio, qua hanno girato anche il film Il Profumo (quello tratto dal famoso libro di Patrick Süskind, ve lo consiglio). E mentre passeggiavamo per il centro, anche noi ci siamo trovati proprio nel mezzo di un set cinematografico: niente meno che quello del film live-action di Rapunzel di Disney!

A questo punto vi starete giustamente chiedendo come fare per visitare Girona in camper. Noi abbiamo sostato all’area camper Girona Vayreda , un parcheggio per camper in pieno sole, ma con servizi di base e in posizione strategica per esplorare il centro senza nemmeno prendere i mezzi. Il tutto a 25€ al giorno, con sconti se prenoti online.
Montserrat in camper con bambini: la nostra giornata tra monastero, montagne e panorami
Montserrat è uno tra i luoghi più iconici della Catalogna e di tutta la Spagna: siamo a circa un’ora da Barcellona, tra montagne dalle forme bizzarre, in mezzo a cui sorge un importante monastero benedettino dalla storia millenaria.

Vale la pena dedicare una giornata a Montserrat, per esplorare senza correre questo angolo di Catalogna che è un mix perfetto di natura, spiritualità e cultura. Vi spiego come abbiamo fatto noi, e se volete visitare Montserrat in camper vedrete che questo è il metodo ideale.
Abbiamo raggiunto in camper il parcheggio della Cremallera de Montserrat, un treno a cremagliera che in soli 15 minuti si arrampica per oltre 500 metri di dislivello fino al Monastero. Da qui siamo saliti ancora con la Funicolare di Sant Joan, che sale in verticale fino alle vette della Montagna di Montserrat.


Da qui, si può scegliere di esplorare il Parc Natural de la Muntanya de Montserrat attraverso la rete di sentieri escursionistici, per poi dedicarsi alla visita del Monastero e del suo complesso, con la Basilica che custodisce la Moreneta (la Vergine Nera, simbolo spirituale della Catalogna), il coro delle voci bianche dell’Escolania, il Museo de Montserrat MDM e lo Spazio Audiovisivo.




Per questa tappa del nostro itinerario in camper in Catalogna, ci siamo fermati al Camping Montserrat che ci è piaciuto molto: immerso nella natura, super pulito e ben curato, con una piscina perfetta per rinfrescarsi dopo una giornata di esplorazioni e con vista panoramica sulla montagna di Montserrat.
Costa Daurada in camper: mare e relax al Camping Las Palmeras
Dopo qualche giorno di esplorazioni tra borghi, città e monasteri, è arrivato il momento della seconda tappa di mare di questo nostro viaggio in camper in Catalogna. Quando si viaggia in famiglia – specialmente se i figli non sono più così piccoli da accettare di buon grado qualunque programma abbiamo pensato (ogniriferimentoafattiepersonerealièpuramentecasuale) – bisogna cercare di far contenti un po’ tutti, il che si traduce in compromessi. Fosse per me, starei in giro tutto il tempo ad esplorare: ma devo cercare di evitare ammutinamenti, e quindi ho intervallato le tappe più dinamiche ad altre di mare, più relax e “scialle”.



E, devo dire, non mi è nemmeno dispiaciuto: anche perché al Camping Las Palmeras siamo stati proprio bene. Si tratta di un camping village molto grande e con servizi di ottimo livello, perfetto per trascorrere qualche giorno in relax tra spiaggia, piscina, sport e un po’ di sano ozio. Supermercato interno, parchi gioco, piscina e laguna con giochi d’acqua, e tante attività per tenersi attivi – padel, tennis, basket, calcio, fitness, sport acquatici…c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ci sono anche bar e ristoranti, e i servizi sono tenuti ottimamente. Una struttura che consigliamo senza dubbio per godersi qualche giorno di mare in Costa Daurada. Ed è molto vicino a Tarragona, che volendo si può raggiungere anche con i mezzi.



Tarragona in camper: cosa vedere e dove sostare
Tarragona è stata sicuramente una delle sorprese di questo viaggio in Catalogna: una città che non conoscevo e di cui avevo a malapena sentito parlare prima di preparare questo itinerario, e che una volta lì mi ha fatto pensare “ma com’è che questa Tarragona non è più conosciuta?“.


Tarragona non solo è la capitale della Costa Daurada, ma è anche una delle città più importanti dell’Impero Romano nella penisola iberica, anticamente chiamata Tarraco. Ancora oggi le testimonianze di quel periodo sono ben visibili nel centro città, a partire dal bellissimo anfiteatro, in posizione decisamente scenografica, praticamente affacciato sul mare (eh la sapevano lunga i romani!).
A me è piaciuta tantissimo anche la parte alta della città, un labirinto di vicoli medievali che si aprono su piazzette piene di locali che invitano a fermarsi per una cerveza o un tinto de verano. E in cima a questa zona collinare c’è la splendida Cattedrale di Santa Tecla, col suo incredibile portale gotico. Consiglio anche una passeggiata lungo la Rambla Nova, che termina con il Balcó del Mediterrani, una splendida terrazza panoramica a picco sul mare, e una pausa golosa al Mercat Central per qualche tapas.


Per visitare Tarragona in camper abbiamo parcheggiato in questo parcheggio a pagamento; in alternativa, se soggiornate al Camping Las Palmeras, potete anche raggiungere la città coi mezzi senza dover muovere il camper (in circa mezz’ora di autobus si arriva in centro).
PortAventura in camper: 3 parchi in 2 giorni di puro divertimento
Se ci seguite da un po’ lo sapete: nei nostri itinerari spesso compaiono i parchi a tema. Vorrei dirvi che è solo per amore dei miei figli che li inserisco tra le tappe, ma la verità è che io mi diverto quasi più di loro. A tal proposito, vi lascio anche questo articolo, in cui vi porto proprio nei parchi a tema più belli d’Europa, con i consigli per visitarli in camper.


E quando ho iniziato a pianificare il viaggio in Catalogna, non potevo certo non includere una tappa a PortAventura: potevamo mai perderci il parco il parco divertimenti più importante, grande e visitato della Spagna? Parliamo di un vero e proprio resort con ben 3 parchi e diversi hotel, un universo pensato per trascorrere qualche giorno all’insegna del divertimento e della spensieratezza.

Il parco principale, PortAventura Park, è diviso in 6 mondi curati nei minimi dettagli: Mediterrània, Polinesia, Cina, Messico, Far West e SésamoAventura, l’area dedicata ai bambini piccoli, ispirata a Sesame Street. Qui troverete alcuni tra i rollercoaster più famosi e premiati al mondo, che faranno la gioia degli amanti dell’adrenalina.


Poi c’è Ferrari Land, l’unico parco interamente dedicato al Cavallino Rampante. Qui si trova Red Force, niente meno che la montagna russa più alta e veloce d’Europa (spaziale!).
E infine c’è Caribe Aquatic Park, un immenso parco acquatico a tema tropicale, con infinite piscine e scivoli.


Per visitare PortAventura in camper, abbiamo approfittato dell’area sosta interna al parco – comodissima per essere già pronti al mattino e sfruttare al massimo la giornata, e per raggiungere in fretta il letto dopo una giornata decisamente intensa. Si chiama PortAventura Parking Caravaning, va prenotata telefonicamente e offre lavapiatti, bagni con docce, camper service, wifi, elettricità, lavatrice e asciugatrice. Inoltre dà diritto a usufruire dei servizi del vicino Hotel Gold River, incluse le sue piscine. Mica male! Il costo è di 40€ a notte. Qui trovate tutte le informazioni e istruzioni sull’area camper di PortAventura.
Delta dell’Ebro: un’escursione in e-bike tra risaie e lagune

Dopo la parentesi adrenalinica di PortAventura, cambio netto di scenario: eccoci nel Delta dell’Ebro, praticamente sconosciuto dalle nostre parti, ma davvero sorprendente. Per esplorarlo abbiamo scelto quella che è probabilmente il mezzo ideale per scoprire questa zona: la bicicletta, anzi ancora meglio, l’e-bike. Con Deltacleta abbiamo fatto un tour in e-bike che ci ha permesso di attraversare il paesaggio del Delta a ritmo lento, tra lagune e risaie, godendoci il territorio senza dover macinare chilometri a piedi sotto il sole estivo.


Il Delta dell’Ebro è una delle zone umide più importanti del Mediterraneo: qui è un vero paradiso per il birdwatching, ma diciamolo: i veri protagonisti sono loro, i fenicotteri rosa: ne abbiamo visti tantissimi, ed è stato emozionante!
Se avete tempo, dedicate una tappa anche alle spiagge, enormi e incontaminate, molto diverse da quelle della Costa Daurada: la Platja del Trabucador, una lingua di sabbia di 6 km che divide laguna e mare aperto, e la Platja de la Marquesa, con il solitario Faro del Fangar tra le dune.



Per questa tappa abbiamo sostato al Camping Eucaliptus e, se volete anche voi visitare il Delta dell’Ebro in camper, ve lo consiglio senza ombra di dubbio: tranquillo, ombreggiato, con servizi curati, piscina per rinfrescarsi dopo le escursioni, e con un eccellente ristorante che è famoso in tutta la zona (e a ragione). Qui abbiamo mangiato una paella davvero memorabile, forse la migliore mai assaggiata!
Le cantine moderniste in Catalogna: visita alla Catedral del Vi
Dopo il Delta dell’Ebro, abbiamo iniziato a spostarci di nuovo verso l’entroterra catalano, risalendo il corso del fiume Ebro fino alla Terra Alta, una zona profondamente legata alla viticultura e alla cultura del vino. Ma la Catalogna, si sa, è anche la patria indiscussa del Modernismo – che ha in Gaudí il suo esponente più celebre – ma non certo l’unico.


E cosa succede quando la tradizione vinicola si incontra con l’architettura modernista? Beh possono nascere cose molto belle, come la Catedral del Vi (Cattedrale del Vino): si tratta di uno dei capolavori dell’architettura modernista, edificata nei primi anni ’20 da Cèsar Martinell, un allievo di Antoni Gaudí. E’ la cantina cooperativa di El Pinell de Brai e fu ribattezzata “Cattedrale” proprio per via della sua maestosità.


Oggi la Catedral del Vi si può visitare con l’ausilio di audioguide che ne spiegano la storia e le particolarità; lungo il percorso ci sono anche attività interattive che la rendono una visita adatta anche alle famiglie – come le postazioni olfattive in cui provare a riconoscere i diversi aromi e sentori che è possibile ritrovare nel vino. E al termine della visita, si conclude in bellezza con una degustazione di vini accompagnati da prodotti locali.
Prima di rimetterci in viaggio verso la zona più interna, impervia (e, secondo me, spettacolare) della Catalogna, ci siamo fermati a dare un’occhiata allo scenografico villaggio di Miravet, che sorge in posizione a di poco scenografica: arroccato su una collina e affacciato su un’ansa del fiume Ebro. Un colpo d’occhio che non saprei come definire se non da cartolina!

Congost de Mont-rebei in kayak: la nostra avventura tra gole e passerelle sospese
Questa è stata sicuramente una delle tappe più avventurose del nostro itinerario catalano, nonché una tra quelle su cui avevo aspettative più alte. Che, ve lo anticipo, sono state perfino superate.

Il Congost de Mont-rebei è il canyon più selvaggio di tutta la Catalogna: acque turchesi che si incuneano tra pareti rocciose altissime, un luogo selvaggio e incontaminato che lascia davvero senza fiato (in senso sia metaforico che anche un po’ letterale, se ci andate come noi in piena estate).


Noi abbiamo deciso di esplorarlo in tre modi diversi: andata in kayak, poi una parte di trekking a piedi, e infine il ritorno alla base in taxiboat. Per la parte a piedi, ci siamo spostati sul versante aragonese percorrendo le incredibili Escaleras de Montfalcò, scalinate e passerelle di legno aggrappate alla roccia, da brividi!
Per questa escursione ci siamo affidati a Montsec Activa e ci siamo trovati molto bene.




La nostra base per questa tappa è stata il Camping Vall d’Àger, un vero gioiellino dove avremmo volentieri trascorso un paio di notti in più. Tutto pulito e ben tenuto, una piscina per rinfrescarsi, un ristorante con ottimi burger, servizi impeccabili, parco giochi per bambini, palestra e campi da padel.
Parco di Aigüestortes in camper: trekking e laghi di montagna nel cuore dei Pirenei
Ecco un’altra delle tappe che attendevo con più trepidazione (io #teammontagna, ormai l’avrete capito): il Parco Nazionale di Aigüestortes i Estany de Sant Maurici è l’unico parco nazionale della Catalogna, e sorge nel cuore dei Pirenei.

Nel parco sorgono oltre 200 laghi alpini, il più famoso (e fotografato) dei quali è l’Estany de Sant Maurici, ai piedi delle iconiche cime di Els Encantats. Non ci sono solo laghi, ma anche una fitta rete di torrenti, ruscelli e cascate: del resto il nome del parco, Aigüestortes, significa proprio “acque tortuose“.
All’interno del parco è vietato l’accesso ai veicoli privati: per raggiungere l’ingresso si utilizzano i taxi 4×4 autorizzati che partono regolarmente dal grazioso paesino di Espot; si può prenotare online oppure direttamente allo sportello.


Dal punto in cui si fermano i taxi, si possono imboccare direttamente i sentieri che portano alla scoperta del parco. Ce ne sono per tutti i gusti e i gradi di preparazione, anche adatti alle famiglie con bambini. Noi ci siamo subito diretti all’Estany de Sant Maurici, proseguendo poi per la Cascata di Ratera e l’Estany de Ratera, un secondo lago più intimo e altrettando incantevole. Abbiamo infine raggiunto il Mirador de l’Estany, per poi ridiscendere al punto di partenza sull’altro versante. I panorami sono talmente belli che non ha nemmeno molto senso che provi a descriverli, le immagini parlano da sole (e fidatevi, dal vivo è ancora meglio!).
Il giro che abbiamo fatto noi è di circa 8 km in totale, senza particolari difficoltà e con un dislivello di circa 350 metri. Ci abbiamo messo circa 4 ore, comprese svariate pause per le foto e un pic nic decisamente panoramico a bordo del Estany de Ratera.



Per questa tappa abbiamo sostato al Camping La Torre a Espot, semplice ma grazioso, con piscina e area giochi, e comodissimo per raggiungere a piedi in pochi minuti il centro del villaggio e il punto di partenza dei taxi 4×4 per il parco. Il campeggio ospita anche alcune attività del vicino centro di divulgazione astronomica Astroespot, che organizza delle sessioni di osservazione del cielo stellato.
In camper alla scoperta della Garrotxa: 3 borghi da non perdere
Continuiamo questo itinerario alla scoperta di una Catalogna abbastanza sconosciuta e poco nota – ma che, come vedete, vale davvero la pena visitare per la quantità di bellezza che riserva. Come nel caso della Garrotxa: una regione unica, che custodisce il sistema vulcanico più importante della penisola iberica, e uno dei principali in Europa.

Si tratta di un territorio verdissimo, fatto di colline boscose…che non sempre sono solo colline: qui infatti dormono decine di coni vulcanici e colate laviche, ricoperti di fitte foreste. Oltre a esplorare questa natura unica e incredibile, provando l’emozione di camminare all’interno dei crateri vulcanici, qui ci si può anche immergere nella storia. La storia geologica della Garrotxa si fonde infatti con quella umana nei suggestivi borghi medievali. Noi ne abbiamo visitati tre:

- Besalù, un villaggio fortificato perfettamente conservato, famoso per lo scenografico ponte medievale sul fiume e le stradine in pietra che sembrano uscite da un’altra epoca;
- Castellfollit de la Roca, uno dei borghi più spettacolari della Spagna. abbarbicato sul filo di una falesia di roccia vulcanica lunga un chilometro e alta 50 metri;
- Santa Pau, piccolo e raccolto, con una piazza porticata che conserva una vera atmosfera medievale.

Proprio a Santa Pau ci siamo fermati a dormire nell’area camper comunale – in realtà un semplice parcheggio accanto all’Ufficio del Turismo, senza servizi, ma a noi per una notte andava bene – ci serviva solo per dormire qualche ora prima dell’avventura del giorno dopo, che vi racconto tra un attimo. Il costo è di 8€ a notte e bisogna prenotare in anticipo (anche se, devo dire, nessuno ha controllato la prenotazione).
Mongolfiera in Catalogna: volare sopra i vulcani della Garrotxa
Una di quelle esperienze che restano scolpite nella memoria per il resto della vita! La sveglia è suonata quando fuori era ancora buio, ma ne è valsa decisamente la pena: abbiamo raggiunto all’alba la base di Vol de Coloms, dove ci aspettava una colazione di benvenuto per iniziare al meglio la giornata, mentre tutto intorno fervevano i preparativi e si gonfiavano le mongolfiere.

Poi siamo saliti a bordo e ci siamo alzati lentamente in volo, sorvolando l’incredibile paesaggio della Garrotxa, fatto di boschi, colline e antichi vulcani – sicuramente la prospettiva migliore per ammirare i crateri ormai spenti di questi antichi vulcani. Il volo in mongolfiera è davvero un’esperienza unica ed emozionante, che ti trasmette una sensazione di quiete e di meraviglia. La luce dell’alba poi, prima rosata e poi dorata, rende il tutto ancora più poetico. E vogliamo parlare del brindisi che abbiamo fatto lassù (con tanto di torta)? Indubbiamente il più memorabile di sempre!


Fun fact che abbiamo scoperto al momento: quando si parte, non si sa con precisione dove si atterrerà – dipende tutto dai venti e dalle correnti, oltre che dall’abilità del pilota nel trovare il punto perfetto per l’atterraggio. E quel punto può essere anche piuttosto lontano da quello di partenza: nel nostro caso circa 40 chilometri. Il team di terra si coordina costantemente con il pilota, e al momento dell’atterraggio è già pronto sul posto per riportare tutti alla base.


E qui si conclude in bellezza l’esperienza, con un brunch a base di prodotti locali in compagnia dei piloti e di tutto il team.
E’ un’esperienza che, per quanto ovviamente non economicissima, vale però ogni centesimo: sia per la bellezza che si ammira in volo, sia per l’eccellente organizzazione curata nei minimi dettagli. Mi sento quindi di consigliarla di cuore se volete includere nel vostro viaggio in Catalogna un’avventura davvero indimenticabile e diversa dal solito.
Catalogna in camper: tappa di mare in Costa Brava a L’Estartit
Dopo questo bel giro nell’entroterra catalano, non potevamo che concludere con un’ultima tappa di mare (ebbene sì, dovevo compensare i giorni di trekking delle tappe precedenti). La scelta è ricaduta su L’Estartit perché ci tenevo a fare un’esperienza in particolare, e cioè un’escursione in barca per fare snorkeling alle Isole Medes. Si tratta di un piccolo arcipelago composto da sette isolotti disabitati, considerate uno dei paradisi marini più importanti del Mar Mediterraneo, grazie alla loro incredibile biodiversità.


Ci siamo affidati a Medaqua che organizza uscite in barca per fare snorkeling: si parte appunto da L’Estartit con barche autorizzate, che ti portano proprio tra gli isolotti: qui, muniti di muta, maschere e boccaglio (tutta l’attrezzatura viene fornita da loro) ci si tuffa in mare e si nuota in superficie, accompagnati dalle guide, in mezzo a centinaia di pesci. Un’attività semplice ma emozionante, e lo staff di Medaqua è troppo simpatico!

La nostra base per questa tappa è stato il Camping La Sirena forse l’unico di questo viaggio che non ci ha pienamente soddisfatto – ma una scelta pressoché obbligata se si vuole fare tappa a L’Estartit per esplorare le Isole Medes. Lo abbiamo trovato un po’ datato, le docce erano quasi sempre fredde, e con prezzi decisamente alti per quanto offerto. C’è una piscina, ristorante-bar, una piccola area giochi e un supermercato appena fuori dall’ingresso. Noi avevamo la piazzola all’estremità est del campeggio (che è molto esteso), da qui eravamo a pochi passi dalla spiaggia – quindi non male come posizione, per lo meno. Per arrivare nel centro del paese invece (che è piuttosto turistico ma vivace, con tanti negozietti e ristoranti) bisogna camminare 15-20 minuti.



Figueres e il Museo Dalí: alla scoperta del genio surrealista
La Catalogna ha dato i natali a tanti artisti tra i più importanti al mondo – e tra questi, forse il più popolare insieme a Gaudí è quel geniaccio di Salvador Dalí, l’icona mondiale del Surrealismo. Dalí è originario di Figueres e in tutta la sua opera è fortissimo il legame con gli aspri paesaggi della Costa Brava: a questo proposito, se organizzate un viaggio da queste parti non perdetevi Cadaqués, un incantevole villaggio affacciato sul mare che Dalí amava moltissimo e dove ha trascorso molto tempo (noi ci eravamo già stati in un viaggio precedente e a malincuore abbiamo dovuto rinunciare a tornarci, ma solo per mancanza di tempo).


Ma torniamo a Figueres, la sua città natale, perchè non poteva che sorgere qui il suo più importante testamento artistico, l’incredibile Teatro-Museo Dalí. Non un banale spazio espositivo, ma proprio per niente: si tratta della più grande opera d’arte surrealista del mondo, interamente progettata da lui per portare il visitatore direttamente dentro la sua mente eccentrica e teatrale, assolutamente geniale.
Il Teatro-Museo Dalí si chiama così perché sorge proprio sulle ceneri di quello che era il Teatro Municipale di Figueres, e oggi è un susseguirsi di sale, corridoi e spazi che ti stupiscono in continuazione. E’ come camminare dentro alle visioni artistiche di Dalí attraverso imponenti installazioni come l’iconica sala Mae West e il Cadillac Piovoso, e opere con illusioni ottiche e trucchi visivi come il ritratto di Abraham Lincoln. Per non parlare dell’architettura esterna, con le forme di pane e le enormi uova sul tetto. Secondo me questa è una tappa davvero imperdibile se visitate la Catalogna, e vi assicuro che quel genio di Dalí conquisterà anche i vostri figli, di qualunque età siano!


E con questo tuffo nel mondo dell’arte si è concluso il nostro itinerario in camper in Catalogna!
Tre settimane piene, ricche e intense. Se dovessi riassumere questo viaggio, la prima cosa che mi viene in mente è proprio la sua incredibile varietà: siamo passati dalle spiagge della Costa Brava ai borghi medievali, dalle montagne dei Pirenei alle lagune del Delta dell’Ebro, volando in mongolfiera sopra i vulcani della Garrotxa e lasciandoci travolgere dall’adrenalina di PortAventura.
Ecco, forse è proprio questo l’aspetto che portiamo con noi (e che spero di aver trasmesso anche a voi): il bello della Catalogna è il fatto che non si lascia raccontare con una sola dimensione. E’ una regione dalle mille sfaccettature, che può cambiare volto anche nel giro di pochi chilometri e che sa davvero sorprenderti, se hai voglia di esplorarla senza fermarti alle mete più conosciute. Ed è proprio quello che spero di avervi fatto venir voglia di fare!
Spero che questo itinerario possa esservi utile per progettare il vostro viaggio in Catalogna, e come sempre se avete domande vi leggo nei commenti. Fatemi sapere se replicherete qualcuna delle tappe che vi ho raccontato!

