Avventura in Sardegna: esplorando la Valle di Lanaitto in fuoristrada

Un’avventura in fuoristrada nel cuore selvaggio della Sardegna: alla scoperta della Valle di Lanaitto, tra storia e natura

Durante il nostro viaggio in camper in Sardegna, abbiamo fatto una scelta ben precisa: non limitarci semplicemente al volto più noto e popolare dell’isola, quello delle spiagge e del mare dalle mille sfumature di blu – ma spingerci anche nell’entroterra, per scoprire il suo cuore autentico, il suo lato più selvaggio e misterioso. E lei, come mi aspettavo, ci ha ampiamente ripagato con massicce dosi di fascino e bellezza.

Come in questa giornata alla scoperta dell’affascinante Valle di Lanaitto, che ci ha fatto scoprire una Sardegna misteriosa e arcaica, tutto un altro mondo rispetto alle affollate (per quanto splendide) spiagge. Vi racconto questa avventura così che possiate viverla anche voi, sono sicura che non ve ne pentirete.

In fuoristrada alla scoperta della Valle di Lanaitto

La Valle di Lanaitto è uno degli angoli più selvaggi e affascinanti del Supramonte: un vasto altopiano carsico dove la natura domina incontrastata, con un paesaggio fatto di pareti calcaree, doline, lecci, ovili isolati e piste sterrate. La valle custodisce alcuni dei tesori più importanti della Sardegna: grotte spettacolari come Sa Ohe e Corbeddu, siti archeologici unici come il villaggio nuragico di Sa Sedda ’e sos Carros, e la celebre sorgente di Su Gologone, dove l’acqua sgorga potente direttamente dalla montagna. Un luogo che racchiude, in pochi chilometri, millenni di storia e una natura ancora intatta.

Per scoprire la Valle di Lanaitto abbiamo scelto un modo avventuroso: una escursione in fuoristrada, il modo perfetto per entrare in sintonia con questo territorio selvaggio. Per organizzare questa esperienza ci siamo affidati a Supramonte Adventures e ci siamo trovati davvero benissimo.

L’escursione è durata un’intera giornata, così ci siamo goduti questo territorio con la giusta calma, lasciandoci catturare dal suo fascino e ascoltando i racconti della nostra eccezionale guida, Gianfranco. Abbiamo fatto diverse tappe, vediamole insieme.

La Grotta Sa Ohe: tra roccia e leggenda

La Valle di Lanaitto è un enorme sistema carsico, con grotte sotterranee che formano un enorme reticolo e collegano punti anche molto lontani fra loro. La prima tappa della nostra escursione in fuoristrada è stata la Grotta Sa Ohe: un ingresso imponente e un’atmosfera misteriosa, al suo interno custodisce dei laghi sotterranei e formazioni calcaree, modellate dall’acqua e dal vento nel corso dei millenni.

A renderla unica non è solo la sua bellezza, ma anche il legame con la cultura pastorale e le tradizioni locali: Sa Ohe è da sempre un luogo carico di racconti e leggende, considerato in passato uno spazio speciale, a metà tra rifugio naturale e luogo sacro.

Il villaggio nuragico Sa Sedda ’e sos Carros

La seconda tappa dell’escursione è stata Sa Sedda ’e sos Carros, uno dei siti archeologici più affascinanti della Sardegna, che rappresenta una testimonianza straordinaria del rapporto tra la civiltà nuragica e l’acqua. Questo antico villaggio, risalente all’Età del Bronzo, è uno dei siti legati al culto dell’acqua (vi consiglio la lettura del libro Viaggio in Sardegna di Michela Murgia per saperne di più su questo e su tanti altri argomenti legati al territorio e alla storia sarda).

Colpisce per il suo sofisticato sistema idraulico, con una fonte rituale e un complesso sistema di canalizzazioni, ma anche resti di capanne e del tempio centrale. Un luogo pieno di fascino e mistero, e pensate che quello che si può ammirare è solo una piccola parte rispetto a ciò che è ancora nascosto sottoterra.

Grotta Corbeddu: sulle tracce dell’uomo più antico della Sardegna, e del suo bandito più famoso

Sardegna, terra di grotte – che nei secoli hanno assunto diversi significati e funzioni, trasformandosi all’occorrenza anche in nascondigli. Ne è testimonianza la Grotta Corbeddu, che prende il nome dal celebre bandito, uno dei più importanti esponenti del fenomeno del banditismo sardo. Un personaggio quasi leggendario, che si rifugiò a lungo proprio in questa grotta durante la sua latitanza. Grazie alla visita guidata è possibile scoprire di più non solo su di lui, ma anche sulla storia del banditismo in Sardegna, lontana dai luoghi comuni a cui siamo abituati.

Ma questa grotta ha anche un’enorme importanza a livello scientifico: ha infatti restituito i resti umani più antichi di tutte le isole del Mediterraneo, risalenti a 20.000 anni fa, oltre a numerosi altri resti preistorici, sia umani che animali.

La sorgente Su Gologone: l’acqua che nasce dalla montagna

L’ultima tappa di questa avventura in fuoristrada è la Sorgente Su Gologone, la più importante sorgente della Sardegna, dichiarata monumento naturale. Qui l’acqua sgorga direttamente dalla roccia calcarea con una forza impressionante, dando origine a una piscina naturale dai colori intensi, che vanno dal turchese al verde smeraldo.

La sorgente è immersa in una pineta, dove si trovano anche un chiosco e un parco giochi. Da qui vengono anche organizzate escursioni in kayak per risalire il fiume.

E’ un posto che riesce a trasmettere una tranquillità incredibile, la perfetta conclusione di questa avventura nella Valle di Lanaitto.

Noi eravamo partiti proprio da qui la mattina, c’è un comodo parcheggio dove si può lasciare il camper per poi fare l’escursione con Supramonte Adventures e tornare alla base a fine giornata.

Sosta camper wild a Su Gurruthone

I ragazzi di Supramonte Adventures, Gianfranco e Salvatore, gestiscono anche un punto sosta che farà la gioia di chi ama dormire sotto le stelle e immergersi totalmente nella natura. Si chiama Su Gurruthone e permette di trascorrere una notte circondati dalla natura selvaggia del Supramonte: tra l’altro da qui si gode di una vista mozzafiato sulla valle e sul fiume.

Questa escursione è stata una delle esperienze più complete ed emozionanti che abbiamo vissuto durante il nostro itinerario in Sardegna: il fuoristrada ha reso il tutto avventuroso, portandoci a scoprire il territorio lungo percorsi sterrati e immersi nella natura, oltre a risolverci il problema dello spostarsi in camper.

E poi, come dico sempre, essere accompagnati da una guida ha un enorme valore aggiunto: Gianfranco e Salvatore non sono solo preparatissimi, ma hanno anche un amore profondo per la loro terra, che riescono a trasmettere anche a chi li ascolta. Senza di loro non sarebbe stata la stessa cosa, e non avremmo potuto conoscere così tanto sulla storia, la geologia e le leggende di questo territorio così selvaggio e spettacolare.

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