Sardegna insolita e sorprendente: alla scoperta del Canyon Gorropu

La Sardegna non è solo mare e spiagge: l’entroterra è una continua sorpresa, e custodisce anche uno dei canyon più profondi d’Europa

Se vi dico Sardegna, a cosa pensate? Sicuramente la prima cosa che vi viene in mente sono il suo mare cristallino e le sue spiagge meravigliose e selvagge. Ma fidatevi del mio consiglio spassionato: non limitatevi al (pur meraviglioso) mare se trascorrerete le prossime vacanze in Sardegna! Perché l’entroterra sardo è una miniera inesauribile di sorprese, e custodisce alcuni luoghi davvero incredibili, che sarebbe un vero peccato perdersi.

Uno di questi è il maestoso e selvaggio Canyon Gorropu, e in questo articolo voglio farvelo scoprire per convincervi che sì, dovete assolutamente visitarlo e vederlo coi vostri occhi!

Perché dovresti proprio visitare il Canyon Gorropu

Lo ammetto, non lo sapevo nemmeno io prima di mettermi a studiare per il nostro viaggio in camper in Sardegna, ma il Canyon Gorropu è addirittura uno dei canyon più profondi d’Europa: e colpisce non solo per le sue dimensioni imponenti, ma anche per il contrasto estremo che offre: fuori il sole della Sardegna, dentro pareti che superano i 500 metri, e tratti in cui il cielo si riduce a una sottile striscia sopra la testa.

Camminando tra i suoi enormi massi calcarei si ha la sensazione di attraversare un luogo primordiale, silenzioso e potente, dove la natura detta ancora le regole. Non è una semplice escursione, ma un vero viaggio dentro la Sardegna più selvaggia.

Vi pare mai possibile andare in vacanza in Sardegna e perdersi una meraviglia simile? Io dico che sarebbe un crimine!

Come visitare il Canyon Gorropu

Si può decidere tra diverse modalità per esplorare questa meraviglia della natura, e qualunque scegliate, l’avventura è garantita. Anche il caldo è garantito, se ci andate in estate, ma credetemi ne vale la pena (portatevi acqua in abbondanza però, e la giusta attrezzatura come sempre quando si affrontano dei trekking in natura).

Noi abbiamo scelto l’opzione che toglie un po’ di fatica, e dà un tocco di adrenalina in più: il punto di partenza è il Campo Base Gorropu, che abbiamo raggiunto direttamente in camper. Si trova al al km 190 della Statale 125,  a 830 mt d’altezza, ed è il miglior punto di accesso alla gola: qui c’è un bar, area pic nic, uno shop con artigianato e un’ottima selezione di libri sulla Sardegna, un punto informazioni e noleggio attrezzatura. Da qui partono le escursioni al canyon.

Alla scoperta del Canyon Gorropu con andata e ritorno in jeep

Noi abbiamo scelto la variante con andata e ritorno in jeep, per due buoni motivi legati fra loro: il caldo era abbastanza impietoso, e viaggiando con i figli al seguito abbiamo preferito un compromesso che riducesse le lamentele (se avete figli e amate le escursioni naturalistiche, probabilmente sapete bene di cosa parlo). E quindi jeep sia! La guida ti accompagna lungo un percorso fuoristrada decisamente movimentato e avventuroso, così si risparmia un bel pezzo di dislivello e ci si avvicina al punto di ingresso alla gola. Devo dire che il tragitto in fuoristrada è un’avventura nell’avventura!

Dal punto in cui arriva la jeep, si prosegue a piedi lungo un sentiero di circa 2,8 km, prevalentemente in falsopiano e in buona parte ombreggiato, con alcuni brevi tratti un po’ più scoscesi, e dopo circa 45 minuti si raggiunge l’ingresso al canyon vero e proprio. E qui preparatevi, perché non potrete che restare a bocca aperta per la meraviglia che vi trovetete davanti.

Da qui infatti ci si immerge in una sorta di mondo parallelo, tra pareti di roccia verticali e imponenti, che in alcuni punti arrivano quasi a sfiorarsi e lasciano passare giusto uno spicchio di cielo. Ho considerato una fortuna il fatto che ci fossero pochissimi visitatori – complici il caldo e l’orario – perché così l’immersione in questo luogo assurdo è stata ancora più totale.

Il fondo del canyon è un susseguirsi di grandi massi levigati dal tempo, testimonianza della forza dell’acqua che qui ha scavato, paziente, per milioni di anni. Si prosegue, con la dovuta attenzione, superando questi enormi massi mentre ci si addentra tra le pareti a strapiombo che si restringono sempre di più. Che posto assurdo e sorprendente!

Si torna indietro lungo lo stesso percorso, e ci si può fermare a rinfrescarsi alle pozze d’acqua vicine all’ingresso della gola, prima di riprendere la jeep per tornare al Campo Base. Per l’intera escursione noi abbiamo impiegato circa 5 ore.

Altre opzioni per esplorare il Canyon Gorropu

Ci sono altre alternative per il trekking alla gola: una prevede l’uso delle sole gambe, e poi una intermedia che prevede una parte di strada in jeep.

Per la soluzione “intermedia” si parte da Ghenna Silana e si fa l’andata a piedi, e il ritorno con la jeep. Il sentiero dell’andata è di 4,5 km, si tratta di un trekking impegnativo con un dislivello di 700 metri e un tempo di percorrenza di circa 2 ore. Dopo la visita del canyon, il ritorno si fa con la jeep, che va prenotata alla biglietteria che si trova all’ingresso del canyon.

Se siete dei trekker esperti e impavidi, potete scegliere la terza alternativa: lasciar perdere del tutto la jeep e fare tutto a piedi: si parte e si torna in autonomia al Ponte di S’Abba Arva, con un percorso di circa 13 km totali, da percorrere in 2 ore – 2 ore e mezza all’andata e altrettante al ritorno, con un dislivello di 100 metri.

Il team del Campo Base Gorropu organizza anche visite guidate, che – come non mi stancherò mai di dire – sono sempre un enorme valore aggiunto. Manuel, che ci ha accompagnati per un tratto della gola, ci ha mostrato fossili e piante, spiegandoci un sacco di cose interessanti sul canyon e sul suo particolare ecosistema. A questa pagina trovate tutte le informazioni sulle visite guidate.

Visitare il Canyon Gorropu in camper

Durante l’escursione noi abbiamo parcheggiato presso il Campo Base Gorropu, il parcheggio non è molto grande ma non ci sono particolari problemi.

Poi per la notte ci siamo spostati all’area sosta camper Silana, a 8 km dal Campo Base. Molto semplice ma offre una vera immersione nella natura, per provare l’emozione di dormire sotto le stelle del Supramonte.

Consigli e avvertenze

Il Canyon Gorropu è un luogo selvaggio e primordiale, dove in piena estate le condizioni possono essere abbastanza intense. Diventa quindi fondamentale organizzarsi al meglio. Ecco qualche consiglio:

  • Portatevi una adeguata scorta d’acqua, ma tenete presente che all’ingresso della gola avrete la possibilità di riempire le borracce.
  • Ovviamente, le scarpe devono essere adeguate: non fate quelli che arrivano con le infradito perché (giustamente) non vi fanno entrare. E poi cappelli, protezione solare e magari un asciugamano nel caso vogliate bagnarvi nelle piscine naturali (ed è molto probabile che lo vorrete).
  • A proposito di attrezzatura: al Campo Base si possono noleggiare scarpe e bastoncini da trekking, si possono acquistare calze, asciugamani, cappellini…c’è un po’ tutto quello che può servire per affrontare l’escursione, anche se magari non era in programma, se decidete all’ultimo o se siete partiti senza l’occorrente per un trekking.
  • L’escursione dura qualche ora (noi ne abbiamo impiegate circa 5 in tutto), quindi organizzatevi anche con panini e snack (tenete presente che c’è il bar del Campo Base per fare eventuali rifornimenti, o rifocillarsi al ritorno).
  • Siate preparati al caldo e a un po’ di fatica, che verrà ampiamente ripagata dallo spettacolo della natura.
  • L’escursione è adatta ai bambini abituati a camminare, ma non sottovalutatela perché alcuni tratti sono abbastanza impegnativi.
  • I cani sono i benvenuti: anche per loro vale la stessa regola degli umani, devono essere in buona forma e amare l’avventura.

Avevo aspettative su questo luogo, ma devo dire che sono state ampiamente superate: anzi, pur essendomi informata piuttosto bene, non ero del tutto pronta a ciò che poi mi sono trovata davanti: il Canyon Gorropu è stato sicuramente tra le mie tappe preferite di questo viaggio in Sardegna!

È un luogo che mette in prospettiva, dove ci si sente piccoli ma incredibilmente presenti, immersi nella Sardegna più aspra, autentica e selvaggia.

Se vuoi scoprire il resto del nostro itinerario insolito in Sardegna, leggi qui.

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